L'intervento/Metsola: «Pe e democrazia europea sotto attacco»

Lunedì 12 Dicembre 2022 20:30 Red.
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Roberta MetsolaSTRASBURGO – Lunedì la residente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha rilasciato la seguente dichiarazione in apertura della sessione plenaria di Strasburgo.

Cari colleghi, credo non sia esagerato affermare che questi sono stati tra i giorni più lunghi della mia carriera. Devo scegliere con cura le mie parole in modo da non compromettere le indagini in corso o minare in qualche modo la presunzione di innocenza.

E lo farò. Quindi, se la mia collera, la mia rabbia, il mio dolore non dovessero trasparire, vi assicuro che sono ben presenti, insieme alla mia determinazione a far sì che quest'Assemblea si rafforzi.

Non fraintendetemi.

- Il Parlamento europeo, cari colleghi, è sotto attacco.

- La democrazia europea è sotto attacco.

- E il nostro modo di essere società aperte, libere e democratiche è sotto attacco.

I nemici della democrazia, per i quali l'esistenza stessa di questo Parlamento è una minaccia, non si fermeranno davanti a nulla. Questi attori maligni, legati a Paesi terzi autocratici, hanno presumibilmente armato Ong, sindacati, individui, assistenti e deputati del Parlamento europeo nel tentativo di soffocare i nostri processi.

I loro piani maligni sono falliti. I nostri servizi, di cui sono incredibilmente fiera, collaborano da tempo con le autorità competenti nazionali, giudiziarie e di polizia, per smantellare questa presunta rete criminale.

Abbiamo agito in sintonia con le autorità per garantire il rispetto di tutti i passaggi legali, la preservazione di tutte le informazioni e, laddove necessario, la messa in sicurezza delle apparecchiature informatiche, la sigillatura degli uffici e la possibilità di effettuare perquisizioni domiciliari. Lo scorso fine settimana ho accompagnato un giudice e la polizia belga, come previsto dalla Costituzione belga, a una perquisizione domiciliare.

Come misura precauzionale, e sempre nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, ho sollevato la vicepresidente in questione di ogni compito e responsabilità legati al suo ruolo di vicepresidente e ho convocato una riunione straordinaria della Conferenza dei presidenti al fine di avviare una procedura ai sensi dell'articolo 21 per porre fine al suo mandato di vicepresidente, nel tentativo di proteggere l'integrità di quest'Assemblea.

Oggi, avevo anche in programma di annunciare l'apertura del mandato negoziale per la relazione sull'esenzione del visto con il Qatar e il Kuwait. Alla luce delle indagini, questa relazione deve essere rinviata in commissione parlamentare.

So anche che non siamo alla fine del percorso e che continueremo a collaborare alle indagini, insieme ad altre istituzioni europee e per tutto il tempo necessario. La corruzione non può pagare e noi abbiamo fatto la nostra parte per garantire che questi piani non si concretizzassero.

E devo essere chiara: le accuse non riguardano la sinistra o la destra, il Nord o il Sud. Si tratta di cose giuste e sbagliate e vi invito a resistere alla tentazione di sfruttare questo momento per un tornaconto politico. Non sminuite la minaccia che stiamo affrontando.

Come molti di voi, in questo momento sono in politica per combattere la corruzione. Per difendere i principi dell'Europa. Questa è una prova dei nostri valori e dei nostri sistemi e, colleghi, vi assicuro che la affronteremo a testa alta. Non ci sarà impunità. Nessuna. I responsabili troveranno questo Parlamento dalla parte della legge. Sono orgogliosa del nostro ruolo e della nostra assistenza in questa indagine.

Non nasconderemo la polvere sotto il tappeto. Avvieremo un'indagine interna per esaminare tutti i fatti relativi al Parlamento e per valutare come i nostri sistemi possano diventare ancora più impermeabili.

Non continueremo come se fosse “business as usual”. Avvieremo un processo di riforma per verificare chi ha accesso ai nostri locali, come vengono finanziate queste organizzazioni, le Ong e le persone, quali legami hanno con i Paesi terzi, chiederemo maggiore trasparenza sugli incontri con gli attori stranieri e con chi è legato a loro. Daremo una scossa a questo Parlamento e a questa città e per farlo ho bisogno del vostro aiuto.

Proteggeremo coloro che ci aiutano a smascherare la criminalità e mi impegnerò a esaminare i nostri sistemi per gli informatori per vedere come possano essere rafforzati.

Ma devo anche dire che, se da un lato possiamo sempre cercare di aumentare i deterrenti e la trasparenza, dall'altro ci saranno sempre persone per le quali vale la pena rischiare per un sacchetto di denaro. È essenziale che queste persone capiscano che verranno scoperte. Che i nostri servizi funzionano e che affronteranno la legge nella sua interezza. Come è successo in questo caso.

Sono tempi difficili per tutti noi, ma sono convinta che se lavoriamo insieme possiamo uscirne rafforzati.

A voi, colleghi, che avete vissuto insieme a me queste giornate, permettetemi di ribadire la mia profonda delusione - so che tutti voi condividete lo stesso sentimento.

A quegli attori maligni, nei Paesi terzi, che pensano di potersi comprare il futuro. Che pensano che l'Europa sia in vendita. Che pensano di potersi impadronire delle nostre Ong. Permettetemi di dire che troverete saldamente questo Parlamento sulla vostra strada.

Noi siamo europei.

Preferiamo patire il freddo piuttosto che essere comprati.

*  *  *

Interventi dei capigruppo

Dopo la dichiarazione della presidente Metsola, i leader dei gruppi politici hanno commentato le indagini in corso in Belgio che coinvolgono membri e personale del Parlamento europeo.

Manfred Weber (PPE, DE) ha affermato che "la nostra credibilità è in pericolo. Nessuna regola può fermare i criminali, ma siamo pronti a migliorare ulteriormente le nostre norme". La corruzione è il più grande nemico della democrazia, ha aggiunto, sottolineando che non c'è spazio per la corruzione in questo Parlamento o in qualsiasi altra istituzione UE e che combattere la corruzione è l'unico modo per riconquistare la fiducia.

Iratxe García (S&D, ES) ha dichiarato che "questo è un giorno nero, molto triste per la democrazia europea". Nell’annunciare che il suo gruppo politico parteciperà al procedimento giudiziario come parte lesa, García ha chiesto al Parlamento una risposta forte, per determinare "cosa sia successo e come fare in modo che non si ripeta". Ha chiesto unità all'interno del Parlamento per garantire maggiore trasparenza e responsabilità.

Stéphane Séjourné (Renew, FR) ha affermato che "la nostra istituzione deve riaffermare senza riserve il suo pieno sostegno e la sua cooperazione con il sistema giudiziario. Ma ciò non significa che dobbiamo semplicemente aspettare che questa procedura si concluda, anzi". Ha chiesto di rendere più solido il registro di trasparenza del Parlamento e di creare un organo etico inter-istituzionale con poteri investigativi.

Terry Reintke (Verdi/ALE, DE) ha affermato che questi sono giorni bui per la democrazia dell'UE. "Penso soprattutto ai milioni di cittadini che stanno lottando in questo momento, non sapendo come arrivare a fine mese". Dopo questa vicenda, il Parlamento europeo non potrà più comportarsi come al solito, ha aggiunto. "Abbiamo bisogno di qualcosa di scritto su ciò che vogliamo fare. Questo dovrebbe includere un'indagine completa, una riforma del registro delle lobby, la creazione di un organismo etico e una posizione all'interno dell'Ufficio di presidenza che si occupi di tali questioni".

Ryszard Legutko (ECR, PL) ha affermato che sono emersi molti fatti e "altri ne verranno fuori in futuro". Ha poi aggiunto che coloro che hanno preso di mira il Parlamento probabilmente lo consideravano un luogo con alcuni punti deboli e, con grande sorpresa di tutti i deputati, sono riusciti nel loro intento. A suo avviso, a seguito di questo caso, dovrebbe essere condotta un'analisi critica e esterna sul funzionamento dell'istituzione, per prevenire eventi simili in futuro.

Marco Zanni (ID, IT) ha sottolineato che, di fronte a questo scandalo, "l'atteggiamento di superiorità morale" rilevato in un recente rapporto della Commissione per le interferenze esterne deve essere abbandonato. Al di là di un'azione immediata per sostenere la rispettabilità dell'istituzione e l'individuazione dei responsabili politici, è necessario sviluppare un "nuovo atteggiamento" in Parlamento, senza "l'autoreferenzialità che spesso ha danneggiato quest’istituzione".

Per la Sinistra, la presidente Manon Aubry (FR) ha affermato che il Parlamento europeo si trova di fronte al più grande scandalo della sua storia. Ha dichiarato di non essere sorpresa, poiché aveva già notato come "alcuni gruppi politici" avessero cercato di annacquare una recente risoluzione sul Qatar. La presidente Aubry ha chiesto l'istituzione di una commissione speciale d'inchiesta sulla vulnerabilità delle istituzioni europee rispetto alla corruzione e ai conflitti d'interesse. "La democrazia non è in vendita", ha concluso.