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    26/06/2026

Silvestri: «Il fallimento del Pdl? La colpa non è mia»

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Adelchi SilvestriAVELLINO – «Ho letto che sono io la causa del fallimento del Pdl. Era da tanto che non ridevo così tanto soprattutto perché da due mesi sono stato escluso da ogni decisione e iniziativa del mio partito»: è quanto dichiara il coordinatore cittadino del Pdl, Adelchi Silvestri, che respinge le accuse del fallimento del Popolo della Libertà in questa tornata elettorale rivoltegli da Cosimo Sibilia sul quotidiano Il Mattino di Avellino e da Ines Fruncillo nel corso della conferenza stampa di Città Nuove. «Non si sono assunti – incalza Silvestri – le loro responsabilità. Hanno preferito trovare un capro espiatorio e lo hanno trovato in me. Una scelta un po’ troppo “comoda”. E’ vero, è tutta mia la colpa. Infatti due mesi prima del voto sono stato esautorato dalla campagna elettorale del mio partito».

Nel Pdl irpino, dunque, è il momento dei veleni e delle accuse dopo i risultati del primo round elettorale per la conquista del Comune di Avellino. Come è ormai noto, il partito di Berlusconi, nonostante l’appoggio di ben quattro liste civiche collegate, tra cui quella ispirata dall’ex sindaco Pd Giuseppe Galasso, non è andato al di là del 16,55%. Anche da Napoli sono piovute critiche: il coordinatore regionale Nitto Palma non ha accettato il flop di Avellino e ha detto che porterà il caso all’attenzione dei vertici nazionali. Sibilia, per parte sua, ha difeso, in qualità di coordinatore provinciale, le proprie scelte e se l’è presa senza mezzi termini con Franco e Giovanni D’Ercole, attuale presidente dell’Alto Calore servizi il primo, ex capogruppo uscente del Pdl al Comune di Avellino, candidato in pectore alla corsa per Piazza del Popolo, poi “costretto” a ritirarsi dalla competizione elettorale il secondo. E proprio a Sibilia Silvestri precisa: «Sono stato escluso perché fino all’ultimo istante ho sostenuto la candidatura di Giovanni D’Ercole e perché ho sempre sottolineato che Nicola Battista era un candidato perdente e attaccabile dal momento che nell’ultima consiliatura ha detenuto il record del consigliere più assente. Non ho fatto parte del comitato elettorale, gestito da Cosimo Sibilia, Ettore De Conciliis, Ines Fruncillo e Battista. Se avessi avuto la possibilità di coordinare la campagna elettorale avrei sicuramente portato al partito almeno duemila voti in più. A tal proposito avevo già avuto l’adesione di alcuni medici di base che, però, di fronte all’incertezza del nome del candidato sindaco del Pdl hanno preferito tirarsi indietro. Battista è stato indicato esclusivamente da Sibilia cha conosceva benissimo i suoi limiti».

Per il coordinatore cittadino del Popolo della Libertà sono stati tre i principali errori commessi dal partito: la scelta del candidato sindaco, l’alleanza con l’ex primo cittadino di Avellino Giuseppe Galasso e l’intesa con la lista Prodest di Sabino Morano. Non solo. «Ha sicuramente pesato – incalza Silvestri – il no a Giovanni D’Ercole e il no a una alleanza con l’Udc. La gente non ha accettato queste posizioni. Di qui il risultato deludente in queste amministrative. Se ci fosse stata l’intesa con l’Unione di centro, probabilmente la coalizione di centrodestra avrebbe vinto al primo turno. Tra l’altro queste scelte del comitato hanno provocato l’allontanamento di persone che si erano dimostrate ottime portatrici di consensi».  Una riflessione anche sulla sua candidatura: «Se ho accettato è stato solo per il bene del partito, e per Gino Cusano, unico dirigente del Pdl ad avere consensi, che mi ha chiamato numerose volte e mi ha voluto capolista. D’altro canto alcuni esponenti del Pdl cittadino hanno dirottato i voti e il consenso verso altri candidati». Centocinquanta le preferenze ricevute da Silvestri: «Non è ciò che mi aspettavo. A penalizzarmi – dichiara – è stato l’aver convinto in tutti i modi i miei elettori a votare sia per me che per Battista. Motivo che mi ha causato la perdita di centinaia di consensi». La stoccata finale è per Ines Fruncillo: «Non accetto analisi da chi in politica non ha mai avuto dei risultati concreti. Comodo portare avanti una campagna elettorale per poter diventare assessore senza candidarsi. Io ho tenuto in piedi e unito il partito con un comitato cittadino di 20 elementi espressione di numerose categorie, e con un direttivo cittadino di 10 persone. Nel momento in cui il Pdl ha scelto come proprio candidato Battista, molti di loro vicini a Giovanni D’Ercole sono andati via incidendo sul proseguimento delle attività del comitato che avevo progettato diversamente».

 

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