Inchiesta Comune di Avellino, l’ex sindaco Festa si avvale della facoltà di non rispondere

Lunedì 15 Luglio 2024 13:51 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_aula_gonfalo.jpgAVELLINO – Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa, fresco di una nuova ordinanza di arresti domiciliari predisposta dal Gip Giulio Argenio, questa mattina convocato in tribunale per un interrogatorio di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Dolce Vita. Stessa linea quella portata avanti dall’architetto Fabio Guerriero, fratello del consigliere comunale Diego.

Così spiega le ragioni Luigi Petrillo, avvocato difensore di Festa: «Nonostante il mio assistito avvertisse forte la necessità di spiegare da subito il contesto nel quale sembrano avvenute le conversazioni poste a base dell’ordinanza cautelare, ho condiviso con lui la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Al netto del fatto che molte delle captazioni su cui vanno esercitandosi in questi giorni insospettabili maîtres à penser, appaiono ad un primo ascolto tutt’ altro che chiare, ragione per la quale stiamo svolgendo verifiche di natura tecnica, incompatibili con i ristretti tempi dell’interrogatorio di garanzia, non avrebbe avuto alcun senso rispondere delle intercettazioni, unica fonte di prova addotta dagli inquirenti, della cui legittimità dubitiamo e su cui si pronuncerà la Corte di Cassazione il prossimo 18 settembre.

Valuteremo, anche l’opportunità di un successivo interrogatorio con il Pubblico ministero, quando avremo avuto la possibilità di verificare meglio se le dazioni che vengono contestate, se mai effettivamente avvenute, abbiano a che vedere con lavori pubblici appaltati o gestiti in modo irregolare, cosa che sin d’ora il mio assistito nega con forza».