Cicalese: «Non accetto minacce da nessuno». Preziosi: «Non ho aderito ad alcun partito»

Lunedì 22 Luglio 2013 19:59 Luigi Basile
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_consiglio_foti.jpgAVELLINO – Seduta di Consiglio comunale lampo a Piazza del Popolo, questo pomeriggio, anche se non priva di interesse politico. Dopo le polemiche emerse in questi giorni tra le file di Scelta civica e dell’Udc, in aula si sono registrati gli interventi dei consiglieri Virgilio Cicalese e Costantino Preziosi. Il candidato sindaco dell’area montiana ha replicato duramente alla richiesta di dimissioni proveniente dal partito e dal suo leader irpino, il deputato Angelo D’Agostino, dopo che Cicalese aveva votato contro gli indirizzi di governo del sindaco, Paolo Foti. Il primario avellinese ha chiarito la propria posizione: “Non accetto minacce da nessuno. Mi sono candidato con il sostegno di tre liste. Al ballottaggio ho deciso, per ragioni personali, di non schierarmi né con Foti né con Preziosi. Scelta civica ha preferito sostenere il Pd, ma da parte mia non ho mai preso parte ad alcun confronto con il centrosinistra. La posizione che ho assunto in Consiglio è, per queste ragioni, del tutto legittima”.

Cicalese, quindi, non è intenzionato a dimettersi, anche se con il partito di Monti il divorzio si è ormai consumato. Sul consigliere, però, pende anche la possibile incompatibilità con il ruolo apicale che svolge nell’azienda ospedaliera. In caso di estromissione dall’assemblea cittadina, in Consiglio potrebbe subentrare Ettore Iacovacci, l’ex democratico candidatosi, dopo la rottura con via Tagliamento, nella principale delle tre liste della coalizione centrista. Ma anche su questo punto Cicalese sembrerebbe intenzionato a non dare nulla per scontato: “Potrei decidere di lasciare la struttura sanitaria per dare conto alle migliaia di elettori che mi hanno dato la loro fiducia”.

Costantino Preziosi, invece, dal canto suo, ha smentito le voci che lo volevano in avvicinamento rispetto alle posizioni dell’europarlamentare, Giuseppe Gargani, capogruppo a Bruxelles dei “Popolari per l’Europa”. “Insieme al consigliere Domenico Palumbo non abbiamo aderito ad alcun partito, ma il nostro gruppo si è federato all’associazione “Popolari italiani per l’Europa”. La querelle con lo scudo crociato ufficialmente è soltanto congelata, anche se l’allontanamento dall’Udc è sotto gli occhi di tutti.

Prima delle chiusura dei lavori consiliari, il presidente dell’assemblea, Livio Petitto, ha comunicato la decisione condivisa dai capigruppo di ridurre da 8 a 7 il numero delle commissioni permanenti, oltre all’organismo che si occuperà della riforma dello statuto. Il Consiglio si è, poi, aggiornato a lunedì 29 luglio.