AVELLINO – «Rilanciamo l’allarme di una provincia sofferente che ha pagato più di altre il prezzo nella drammatica fase della pandemia. Abbiamo ospedali ormai travolti dalle urgenze, un territorio con una sanità territoriale desertificata, in attesa di vedere i frutti del famoso Pnrr. Le case della salute e gli ospedali di comunità, ma ci aspetteremmo da subito qualche gesto: il potenziamento di alcuni servizi, il rilancio dei distretti, la salvaguardia del 118. Insomma, la lista delle cose da fare subito è lunga».
Così Amalio Santoro, medico chirurgo del Moscati, candidato al Consiglio comunale di Avellino alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio nella lista Avellino città pubblica a sostegno di Nello Pizza all’incontro svoltosi questa sera presso il comitato elettorale di Corso Europa sul tema “Una cura per la città fragile”.
«Non possiamo accontentarci della politica dei due tempi per cui oggi si analizza e poi si vedrà quando affrontare le situazioni. La sanità – ha spiegato ancora Santoro – è già da tempo un punto di rottura. I cittadini sono costretti a pagare ormai per quasi tutte le attività sanitarie, e questo non è più possibile. E un centrosinistra che si candida a cambiare le cose deve ripartire da questo, altrimenti non avrebbe la credibilità necessaria per candidarsi, soprattutto per alimentare una speranza per questi territori».
Presenti, oltre i componenti della lista in campo per il campo largo, il candidato sindaco Nello Pizza, Caterina Galeotalanza, Massimo De Vinco e Antonio Limone. Quest’ultimo, già direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno e attuale direttore generale dell’Asl di Caserta, ha insistito sul ruolo del sistema sanitario: “«È dal 1978 che c’è una frattura in questa negazione di una sanità che serve a soddisfare i bisogni dei cittadini. Per chi vuole vivere la politica come soddisfazione dei bisogni e non dei privilegi, la sanità è il bene primario».
Un passaggio sugli autistici: «Abbiamo un pezzo completamente scoperto che è quello degli autistici adulti, di cui nessuno si occupa».




