AVELLINO – «Non ci candidiamo a comandare, ma a governare. Questa è la grande differenza con i nostri avversari che scambiano il confronto per litigiosità, che non conoscono la fatica della politica. Sarei presuntuoso a dire di essere il migliore, non lo penso. So, però, di essere il sindaco buono per questa città, quello giusto proprio perché sintesi di un progetto collettivo».
Sono alcuni passaggi dell’intervento di Nello Pizza, candidato a sindaco di Avellino del campo largo, che questa sera, in una Piazza Libertà gremita, ha chiuso la campagna elettorale insieme con alcuni dei riferimenti nazionali delle forze politiche di centrosinistra in campo per sostenerlo: presenti, infatti, il segretario del Partito socialista italiano, Enzo Maraio, il leader di Noi di Centro, Clemente Mastella, il vicepresidente di Casa Riformista, Davide Faraone, il segretario di Sinistra italiana - Avs, Nicola Fratoianni, il vicepresidente del M5S, Michele Gubitosa, il capogruppo Pd in Regione Campania, Maurizio Petracca, e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Un passaggio dedicato ai suo avversari candidati sindaco, Nargi e Festa: «Qualcuno ha ricordato il 2018, dimenticando però di dire chi allora, in quel centrosinistra, c’era. Dimenticando di dire che quel centrosinistra non esiste più. Chi all’epoca giocò sporco qui non c’è più, è da qualche altra parte. E chi non c’era è qui, proprio perché non ci sono più i mercanti, i trasformisti, i bugiardi che in questi anni hanno distrutto la città».
Diversi i temi toccati da Pizza: «Ad Avellino non funziona niente e si vive male. Ripartiremo dalla cura dei luoghi, dal decoro urbano, dal recupero e dalla manutenzione delle aree pubbliche disseminate nei quartieri, da una nuova politica dell’abitare che cancelli finalmente la vergogna dei prefabbricati post sisma e degli alloggi fatiscenti appena consegnati. Lo voglio ribadire anche stasera: qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa a quegli avellinesi, lo facciamo noi per lui».
