AVELLINO – L’on. Carlo Sibilia del Movimento 5 Stelle ha rivolto un’interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dei trasporti, dell'Economia e delle finanze e dello sviluppo economico per sapere quali iniziative intendano prendere per il rilancio della stazione ferroviaria del capoluogo che ha concrete potenzialità sia per il traffico passeggeri che per quello merci, essendo un crocevia strategico nel cuore della Campania. Peraltro, per tale rilancio potrebbero essere utilizzati i nuovi fondi statali destinati al trasporto ferroviario provinciale e regionale. Il deputato avellinese, nella sua interrogazione, ripercorre tutte le tappe che hanno portato in pratica alla quasi chiusura della stazione Fs di Avellino. Ha ricordato che nel 2010 ci fu l’eliminazione completa dei collegamenti su ferro Avellino-Napoli; che l’anno successivo si ebbe una pesante diminuzione dei collegamenti tra Avellino e Salerno; che nel 2012 è stata soppressa la corsa Avellino-Roma; che tra settembre e ottobre del 2012 c’è stato il taglio completo dei collegamenti con la città di Salerno e Benevento determinando una effettiva chiusura della stazione, riaperta più tardi solo part-time dopo le insistenti proteste dei cittadini.
Il parlamentare di 5 stelle fa rimarcare che la situazione dei trasporti in Irpinia è peggiorata a causa delle continue crisi delle aziende di trasporto su gomma come Sita e Cstp le quali non assicurano un efficiente servizio, costringendo i lavoratori e gli studenti pendolari all'utilizzo di mezzi privati. Ricorda, in proposito, che da Avellino sono tantissimi gli studenti che quotidianamente frequentano le università di Napoli, Benevento e Salerno. Sibilia fa presente, poi, che nella zona industriale di Avellino (vicinissima alla stazione ferroviaria) vi è uno scalo merci progettato e realizzato per trasferire sulla linea ferrata Avellino-Benevento (che a sua volta si immette sulla rete ferroviaria nazionale e quindi sui circuiti europei) gran parte delle merci prodotte nel nucleo Asi, le quali per una buona parte sono esportate nel resto d’Europa. Peraltro, a questo terminal ferroviario si raccorda una linea che parte dall'interno degli stabilimenti Fiat-Fma per raggiungere le immediate vicinanze di altri stabilimenti. Questo fondamentale scalo ferroviario non è mai entrato in funzione perché il suo completamento è stato bloccato a pochi centimetri dai binari della linea ferroviaria Avellino-Benevento così che attualmente per trasferire materie prime e prodotti da e per il nucleo Asi, nonché rifiuti del vicino Stir, bisogna utilizzare esclusivamente mezzi su gomma giacché anche lo scalo merci della stazione di Avellino è stato soppresso da una decina di anni. Insomma, l’on. Sibilia sintetizza efficacemente nella sua interrogazione tutti i motivi che realisticamente dovrebbero indurre i ministri competenti a destinare un po’ di risorse economiche per risuscitare la ferrovia in Irpinia.




