AVELLINO – La Regione Campania intende disciplinare ex novo le competenze in materia di acque potabili e, nel disegno di legge che ha predisposto, escluderebbe gli enti presenti sul territorio dalla gestione delle risorse idriche naturali presenti sul territorio stesso. In altre parole le acque sorgive delle singole province sarebbero gestite esclusivamente dagli organi regionali. Ciò vorrebbe dire che Palazzo Santa Lucia farà quello che vuole del patrimonio idrico dell’Irpinia, provincia che ha già dato molto in questo campo. Basti ricordare i quantitativi di acqua captati da noi e inviati in Puglia e nel Napoletano. Contro il disegno di legge presentato dall’assessore regionale all’Ambiente si è levato un coro di proteste. Colucci – commissario dell’Ato Calore Irpino – ha affermato che i rappresentanti politici non possono fare da spettatori sul varo di un provvedimento che cancella gli enti territoriali dal governo delle proprie risorse. Lello De Stefano, presidente dell’Alto Calore Servizi – che si è riservato di parlarne al ministro dell’Ambiente con il quale si incontrerà nei prossimi giorni tra qualche giorno in un convegno – ha tuonato: «E’ una scelta che scippa l’acqua al territorio». Sicuramente della questione De Stefano discuterà venerdì prossimo, alle ore 19.00, a Montefalcione nel corso del convegno organizzato dal locale circolo del Pd sul tema ”La politica e la gestione dell'acqua e dei pubblici servizi".
