Piano di zona, forte richiamo dei sindacati ai sindaci

Venerdì 27 Settembre 2013 12:29 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_piano_di_zona_a4.jpgAVELLINO – I maggiori sindacati presenti in Irpinia, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con un duro comunicato pongono in risalto che, per un campanilismo fuori luogo, i sindaci aderenti all’ambito A4 del Piano di zona pregiudicano l’erogazione di alcuni importanti servizi ai cittadini appartenenti alle fasce sociali più deboli. Il Piano di zona è lo strumento che serve a programmare gl’interventi sociali da attuare sul territorio: quelli a favore degli anziani, dei minori, dei disabili, degli immigrati, dei tossicodipendenti, dei detenuti. A questo fine  il territorio regionale è stato suddiviso in ambiti; l’Irpinia ne conta otto. L’ambito 4 accorpa 11 Comuni ed è ai sindaci di questi Comuni che le organizzazioni sindacali indirizzano il loro richiamo giacché – scrivono i sindacalisti – “al di là delle responsabilità politiche e del comportamento poco nobile dimostrato fino ad oggi, ancora non è stata condivisa la programmazione sociale da presentare agli uffici regionali che consente di ottenere fondi da destinare ai servizi per i cittadini più bisognosi”. Insomma per diatribe di campanile, le 11 amministrazioni comunali appartenenti all’ambito 4 rischiano di perdere i finanziamenti stanziati a sostegno delle fasce deboli, in particolare dell’infanzia e degli anziani.

La Regione Campania ha stabilito tempi tassativi per presentare i piani d’intervento: la data è quella dell’8 ottobre. I Comuni che non rispetteranno la scadenza saranno commissariati. I commissari –che saranno dei funzionari regionali – avranno a loro volta 30 giorni di tempo per approntare i nuovi piani.  Si arriverà così ad una data assai prossima al 14 dicembre che è quella ultima per la programmazione dei Pac, piani di azione e coesione. Insomma una vera e propria corsa contro il tempo con il rischio che gli ambiti commissariati difficilmente riusciranno ad attingere al fondo disponibile  che è di ben  96 milioni di euro.

Sarebbe un vero spreco per la popolazione irpina già afflitta tanti problemi.  Da qui un sollecito alla politica a superare le posizioni di parte, con l’invito ad attuare ogni sforzo che ridia speranza a chi, da tempo, attraverso il proprio impegno professionale, dicono Cgil,Cisl,Uil e Ugl, ha garantito ai cittadini più deboli servizi dignitosi, sottolineando che in una comunità che si definisca tale “il bisogno di uno  è,  e deve essere, il bisogno di tutti”.