AVELLINO – Seduta abbastanza strana quella del Consiglio comunale di questa sera. La prima ora di discussione (anzi, qualcosa in più) se ne è andata per discutere l'ordine del giorno presentato dal consigliere Festa sulle società partecipate del Comune, che, alla fine, si è risolto in una sollecitazione alla giunta perché facesse quello che già sta facendo (come appare chiaro dalla seconda delibera di gestione approvata dall'esecutivo), vale a dire un esame approfondito delle partecipate per discuterne poi in Consiglio. La mozione del consigliere Giordano per eliminare il contestato articolo dello Statuto relativo alla quota degli assessori esterni è stata ritirata dallo stesso Giordano, dal momento che la maggioranza ha di fatto rifiutato di condividere la proposta che ha ritenuto fosse oggetto esclusivo dell'esame da parte della commissione Statuto. Giordano ha ritirato anche la sua mozione sull'acqua pubblica, che ha visto, però, l'approvazione di un ordine del giorno presentato dalla maggioranza (tutti favorevoli e due astenuti: lo stesso Giordano e Cicalese). Con questo ordine del giorno si è impegnato il sindaco a porre in essere tutte le iniziative possibili per contrastare il disegno di legge della Regione Campania che accorpa Avellino e Benevento a Caserta in un unico Ato.
All'unanimità, invece, è passata l'ultima mozione Giordano che impegna il sindaco ad intervenire presso le Poste perché il centro di ritiro delle raccomandate da Pianodardine sia spostato in una zona meno periferica. Ed in maniera strana si è conclusa la seduta, con l'approvazione all'unanimità del riconoscimento di un debito fuori bilancio, che, però, era già stato di fatto riconosciuto in sede di riequilibrio del bilancio.




