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    14/08/2026

Comune, dai dissidenti venti di guerra. Foti: «Vado avanti»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_foti.dichiaraz.jpgAVELLINO – A riferire del Consiglio comunale di questa sera bisogna distinguere fra una prima parte, tutta politica, ed una seconda più squisitamente amministrativa. All'inizio della seduta, come nelle previsioni, i cinque "dissidenti", provenienti dalla vecchia guardia galassiana, hanno presentato un documento politico di sostanziale "messa in mora" dell'amministrazione Foti. Come nei migliori film sulla mafia americana, a leggere il documento è stato fra i cinque (Festa, Petitto, Negrone, Genovese e Giacobbe) quello più vicino, o meno distante dal sindaco, tanto da averne ricevuto la delega allo sport, vale a dire Geppino Giacobbe. Tre pagine di accuse, risentimenti, contestazioni che possono essere sintetizzati in un ultimatum al sindaco: o ti rapporti con noi o sarà guerriglia.

Le opposizioni hanno, naturalmente, chiamato in causa il sindaco Foti, sottolineando che lo strappo operato da una parte della sua maggioranza imponeva una riflessione politica. Il capogruppo Pd, Ida Grella, ha, invece, preso le distanze dai cinque dissidenti affermando che si sente il capogruppo dei dodici consiglieri rimasti a sostenere l'amministrazione senza se e senza ma. Particolarmente delicata è apparsa la posizione del presidente del Consiglio comunale, Livio Petitto. Egli - ha detto l'onorevole Giordano di Sel - non può più essere garante di tutti i consiglieri, non può fare contemporaneamente l'arbitro e il giocatore. E a rincarare la dose, il consigliere di maggioranza Nicola Poppa ha preannunciato per il prossimo Consiglio comunale la presentazione della sfiducia al presidente del Consiglio. A concludere il dibattito è stato il sindaco Foti che ha ribadito che ha il dovere di andare avanti (e del resto, con il sostegno di sedici consiglieri della maggioranza continua ad avere in aula una maggioranza numerica, per quanto risicata), rilanciando agli organismi di partito la palla del nodo politico della questione.

Si è, quindi, passato all'approvazione di oltre 170 debiti fuori bilancio, ognuno dei quali relativo a piccole somme, prevalentemente per incidenti provocati da strade dissestate. A favore hanno votato anche i dissidenti. Fra le pratiche la più onerosa (oltre 300mila euro) quella relativa al contenzioso per la ristrutturazione dell'ex cinema Eliseo. Un primo passo per risolvere un'annosa questione che anche ieri, in aula, è stata seguita da una folta presenza di attivisti del comitato per l'Eliseo.

 

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