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    14/08/2026

De Luca: «Il governo Letta? Se non volta pagina è meglio andare tutti a casa»

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Vincenzo De LucaAVELLINO – Il viceministro ai Trasporti, Vincenzo De Luca, sigla un patto con l’Irpinia, impegnandosi a farla uscire dall’isolamento dalle grandi vie di comunicazione nazionali grazie al collegamento con la rete ferroviaria dell’Alta velocità. Una dichiarazione di intenti espressa durante il convegno sui temi dell’ambiente e dello sviluppo organizzato, questo pomeriggio, ad Avellino dalla componente ecologista-riformista del Pd guidata dal consigliere comunale Gianluca Festa. Una manifestazione che è servita a lanciare la candidatura di De Luca per le elezioni regionali del 2015 e per consolidare la posizione dell’area politica dell’ex vicesindaco civico del capoluogo, oggi alleato di Livio Petitto e della vecchia guardia democratica di Piazza del Popolo.

Il viceministro ha raccolto, dunque, la sollecitazione giunta assicurando il proprio interessamento “per connettere la provincia di Avellino al campus universitario di Fisciano e al sistema ferroviario nazionale attraverso lo snodo di Salerno”. Ma non solo. De Luca ha criticato il disinteresse e l’attendismo dell’assessore regionale, Sergio Vetrella, dimostrato sul caso della funicolare di Montevergine. “È un patrimonio – ha affermato – di tutta la Campania, che va assolutamente salvaguardato”.

Anche la richiesta d’aiuto giunta dal comitato “No Triv” di Gesualdo per impedire le trivellazioni petrolifere in Alta Irpinia non è caduto nel vuoto. “L’ambiente e le risorse naturali come l’acqua sono le vera risorse di questo territorio. Non le speculazioni”. Proprio ciò che il pubblico, accorso numeroso all’appuntamento presso un noto albergo cittadino per ascoltarlo, voleva sentirsi dire. L’intervento del sindaco di Salerno, quindi, è stato un tripudio di consensi ed una rassegna sulla politica che non va. Un continuo attacco contro avversari ed alleati e più in generale contro le burocrazie che affogano il Paese.

Nel mirino sono finiti Stefano Caldoro e la sua giunta “immobilista”, ma anche il governo Letta. “Non ha fatto molto – ha sentenziato il viceministro – se non volta pagina è meglio andare tutti a casa”. Ma De Luca ha ribadito che non sarà il primo a mollare. Nemmeno le proteste eclatanti dei grillini raccolgono il suo gradimento: “È una vergogna ciò che stanno combinando. Prendono soltanto in giro l’opinione pubblica”. Soltanto il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, coglie nel segno: “Con lui inizia il cambiamento. È riuscito ad avanzare una proposta di legge elettorale in 48 ore. Basta con i partitini. È tempo di raccogliere i consensi su un programma che va attuato anche se a qualcuno dovesse risultare sgradito”.

Da Avellino, dunque, parte la corsa di De Luca per il governo della Regione. Prima o poi, però, dovrà decidere cosa intende fare da grande: il sindaco, il ministro o il presidente della giunta regionale, consensi permettendo. Il consigliere di opposizione sicuramente no, come ha già dimostrato lasciando l’incarico, a dispetto delle promesse fatte alla vigilia delle scorse elezioni regionali. Proprio come un suo predecessore avversario, allora nel Pdl oggi in Fli, Italo Bocchino.

 

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