BENEVENTO – “Sto pagando ancora lo scotto di aver fatto il ministro della Giustizia”: è quanto ha dichiarato a Otto Channel Clemente Mastella dopo il rinvio a giudizio stabilito ieri dal Gup del Tribunale di Napoli Maurizio Conte. “Uno può aver commesso un reato, ma per l'associazione a delinquere è una cosa che non sta né in cielo né in terra” ha dichiarato Mastella intervistato nel corso della rubrica di Otto Channel, “Parliamoci chiaro” andata in onda alle 14.05 e in replica questa sera alle 23.00 e domani alle 7.00 sul canale 696 del digitale terrestre in Campania.
Insieme al leader dell’Udeur – lo ricordiamo – sono stati rinviati a giudizio anche la moglie Sandra Lonardo ed altre 17 persone. Secondo l'accusa, l'attività dei vertici dell'Udeur in Campania era finalizzata «alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la Pa, e soprattutto all'acquisizione del controllo delle attività pubbliche di concorso per il reclutamento di personale e gare pubbliche per appalti ed acquisizioni di beni e servizi bandite da enti territoriali campani, aziende sanitarie e agenzie regionali, attraverso la realizzazione di numerosi reati».
“La notizia giunge a pochi giorni dalla candidatura alle Europee. Se questa è la Giustizia, sono esterrefatto. Io non voglio prescrizione”. Mastella, incalzato dal giornalista di Otto Channel Pietro Palazzo, ha parlato di alcuni dettagli della vicenda giudiziaria: “Avrei raccomandato un medico ospedaliero per farlo diventare primario, poi si scopre non solo che non lo conosco ma anche che questo primario aveva la nomina a primario da 5 anni prima. Pago ancora lo scotto di aver fatto il ministro della Giustizia. Forse ho sbagliato a fare il ministro della Giustizia, avrei dovuto fare altro. Fu Andreotti a spingermi”.
Poi sulla sua candidatura alle Europee, è venuto fuori il Mastella scaramantico: “Non lo diciamo altrimenti rischio che mi arriva un altro avviso”. Le considerazioni dell'europarlamentare sannita a tutto campo: dall'ingresso in Forza Italia anche perché “L'Udeur è stato ammazzato” al suo sogno di fare il sindaco di Benevento “Perché debbo al mio popolo”. La sua visione della politica: “E' come il grande calciatore, prima va avanti e fa gol, poi arretra, mi piacerebbe adesso smistare la palla”; e sui pregiudizi italiani: “Che Renzi abbia portato là tutti quelli di Firenze va tutto bene, quando c'eravamo io De Mita, che parlavamo tutti un po' di dialetto tutti a prenderci in giro”. L'on. Mastella, nei circa 27 minuti in studio, ha parlato anche di Umberto del Basso De Caro, di Caldoro, di Bassolino, del sindaco di Salerno De Luca.
