AVELLINO – L'inchiesta Black Land, smaltimento illecito di rifiuti, oltre Foggia, Caserta e Benevento coinvolge anche la provincia di Avellino: ciò conferma – si legge in una nota del Partito della Rifondazione comunista a firma del segretario provinciale Tony Della Pia – che l'Irpinia non è un'isola felice. Dal post- terremoto ad oggi, in nome del profitto, imprenditori predatori collusi con la criminalità organizzata hanno sacrificato la nostra terra in modo spregiudicato, sovente coperti dal colpevole silenzio delle istituzioni e degli organi di vigilanza e tutela. La classe dirigente locale, impegnata solo a rafforzare e consolidare il suo dominio, ha permesso la colonizzazione del territorio e la conseguente devastazione; discariche inquinanti, Isochimica, prefabbricati pesanti contenenti amianto, eolico selvaggio gestito direttamente dalle ecomafie, lavorazioni tossiche e nocive sono il caro prezzo che la nostra comunità è costretta a pagare in termini economici, considerati i danni prodotti che in taluni casi hanno compromesso per sempre le potenzialità ambientali e naturalistiche, ma sopratutto sotto l'aspetto della salute. Questa dura realtà non è il passato: infatti, ancora una volta, i poteri forti tentano di allungare i tentacoli. Le trivellazioni petrolifere, se non impedite, potrebbero rappresentare la definitiva capitolazione di un altro modello di sviluppo possibile. Per queste ragioni Rifondazione Comunista, invocando una nuova vigilanza democratica attiva, è e sarà al fianco di associazioni, movimenti e cittadini che non intendono genuflettersi di fronte all'arroganza criminale delle lobby e della camorra.




