La denuncia di Sel: «Fallimentare la gestione della aziende sanitarie in Irpinia e in Campania»

Martedì 15 Aprile 2014 10:08 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica3_sel_sanit.jpgAVELLINO – «La gestione delle aziende sanitarie in provincia di Avellino è fallimentare». L’ha detto a chiare lettere Giuseppe Carillo, responsabile provinciale welfare e sanità di Sinistra ecologia e libertà, durante un incontro, dal titolo emblematico «La sanità in Irpinia e in Campania. Quanto è lontana la Grecia», che s’è svolto ieri al Circolo della stampa di Avellino.

Carillo, che insieme allo staff della segreteria provinciale di Sel ha redatto un corposo dossier sullo stato del sistema sanitario in Campania e nella provincia di Avellino, dati alla mano ha spiegato: «La condizione del servizio sanitario in Italia è notevolmente peggiorata, nel 2012 il rapporto tra la spesa per la sanità ed il prodotto interno lordo è stato pari 7,3%, rispetto alla Grecia ferma al 6%. In Campania, il presidente della Regione, Stefano Caldoro, continua a parlare di un risanamento della sanità regionale e della possibilità di superare il commissariamento, uscendo al tempo stesso dal Piano di rientro, ma se è vero che negli anni dal 2007 al 2012 le perdite passano dai 900 milioni del 2007 ai 120 del 2012 è anche vero che il risultato sta in larga misura nel taglio al personale e nella farmaceutica».

Intanto, aumenta il peso dei tickets per i cittadini: «I cittadini campani sopportano il peso del disavanzo con 100 milioni annui di tickets, di cui oltre il 60% arrivano da prestazioni rese da privati accreditati e solo il 40% da strutture pubbliche, questo vuol dire che si fidano più delle strutture pubbliche a causa del fatto che non riescono ad accedere agli ospedali pubblici per via delle lunghissime liste d'attesa». Pesanti strali anche sul direttore generale dell'Asl, Sergio Florio, e su quello dell’azienda ospedaliera «Moscati», Giuseppe Rosato. Ha accusato Carillo: «A fronte dei 750 milioni spesi annualmente per l’assistenza sanitaria in Irpinia, i risultati di esercizio del 2012 sono negativi: qualcuno deve renderne conto. I manager devono essere chiari, cominciando col rendere pubblici tutti i dati delle liste d'attesa». L’Asl lo fa da tempo tramite il suo sito web, mentre l’azienda ospedaliera continua a nascondere questi dati.

Raffaele Aurisicchio, coordinatore provinciale di Sel, che ha introdotto il dibattito, ha manifestato «l’esigenza di costruire un centrosinistra fondato sui contenuti, che metta in luce la mala politica del governo regionale. Se Caldoro compare tra i governatori più popolari d'Italia è perché in Regione non c' è stata un'opposizione da parte delle forze presenti È giunto il momento di combattere per una sanità più giusta nel rispetto del diritto alla salute». E per fronteggiare l’emergenza, Aurisicchio ritiene «opportuno mobilitare tutte le risorse disponibili per rilanciare il sistema sanitario pubblico provinciale ponendo la necessità di un'alleanza per la buona sanità che coinvolga categorie professionali, operatori sanitari, sindaci e lavoratori».

Presente anche il deputato e consigliere comunale di Sel, Giancarlo Giordano, che recentemente ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, per verificare se nella nostra provincia sono ancora garantiti i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Giordano ha detto: «Siamo a un passo dalla Grecia. In Irpinia non più garantiti i livelli essenziali di assistenza. È necessario invertire la rotta: un cambio ai vertici delle aziende sanitarie sarebbe un ottimo inizio».

Il paragone con la Grecia «è forse estremo, ma efficace», ha detto Salvatore Vozza, coordinatore regionale di Sel, che ha concluso i lavori: «Ma l'Irpinia, la Campania così come tutta l'Italia hanno subito una politica di risanamento folle proprio come in Grecia. Solo che qui abbiamo iniziato con la sanità e quando i cittadini non possono più curarsi, rinunciare al diritto alla salute dice molto sul livello di civiltà di una nazione». Per Vozza la strada da seguire è quella degli investimenti nel pubblico per una sanità più equa: «Le poche risorse disponibili devono essere investite in un orizzonte tenga conto del rapporto con la sanità privata. Il fatto che la Campania non privilegia la sanità pubblica è qualcosa di veramente insopportabile che penalizza tutti i cittadini».