AVELLINO – Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, è pronto a dare luogo ad un rimpasto della giunta comunale raccogliendo le sollecitazione provenienti dal gruppo consiliare del Pd. Non è la prima volta che il capo dell’amministrazione cittadina annunci la propria disponibilità ad un rimescolamento delle carte. Era già successo durante la fase di verifica politica tenuta a Mercogliano nei primi giorni del 2014. Ma il sindaco ha, poi, preferito non alterare gli equilibri esistenti, dopo aver ricucito il rapporto con il fronte del dissenso interno alla maggioranza guidato dal consigliere Gianluca Festa e dal presidente dell’assemblea municipale, Livio Petitto.
Questa volta, però, il malcontento per i risultati operativi dell’esecutivo sembra allargarsi anche tra i sostenitori di Foti. L’incertezza sul futuro, comunque, rimane. Alla giunta si chiede una maggiore attenzione per le istanze dei cittadini ed una più stretta collaborazione con la coalizione di governo. Gli impegni sottoscritti durante il vertice democratico svoltosi nel convento delle suore Benedettine alle falde del Partenio, insomma, sarebbero stati disattesi. Il consenso dell’amministrazione del capoluogo, inoltre, appare in caduta libera soprattutto dopo le difficoltà incontrate – non necessariamente per un approccio sbagliato dell’esecutivo avellinese – nella gestione dei servizi sociali comprensoriali, nella rimodulazione delle opere pubbliche del centro e nel riassetto della macchina burocratica dell’ente. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, che ha provocato forti attriti tra gli assessori ed il gruppo del Pd, è stata la presentazione ufficiale del nuovo progetto di riqualificazione di Piazza Libertà. Dopo aver incassato il via libera di massima da parte dell’aula, l’assessore all’Urbanistica, Roberto Vanacore, ha chiesto agli uffici di elaborare un intervento di restyling che tenesse conto dei vincoli posti sulle fontane dalla Soprintendenza e della volontà dell’esecutivo di non dare più corso alla realizzazione del parcheggio interrato. La commissione ai Lavori pubblici, presieduta da Antonio Genovese, però non è stata affatto coinvolta. I consiglieri di maggioranza ed opposizione sono stati avvisati della conferenza stampa di presentazione del progetto soltanto tramite e-mail. Un incidente istituzionale che ha provocato la dura reazione dei civici rappresentanti, che non si è smorzata nemmeno dopo le scuse pubbliche di Vanacore.
D’altra parte tra gli assessorati che sono finiti maggiormente nell’occhio del ciclone, a causa dei ritardi accusati nell’attuazione del programma, c’è sicuramente quello all’Urbanistica, oltre ai Lavori pubblici, ai Servizi sociali, al Commercio, alle Finanze e alla Cultura. Il gruppo del Pd chiede, pertanto, che si proceda ad un vero e proprio azzeramento della giunta che investa i settori strategici e che si individuino le priorità di intervento. Il sindaco, almeno in teoria, considererebbe intoccabili alcuni suoi collaboratori: gli interni Stefano La Verde e Caterina Barra ed i delegati che godono della sua piena fiducia Roberto Vanacore, Angelina Spagnuolo e Nunzio Cignarella.
Alla luce di queste considerazioni il rimpasto diventerebbe di complicata realizzazione, perché non investirebbe postazioni di peso. Tra i sacrificabili, insomma, vi sarebbero l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità, Giuseppe Ruberto, che non può contare sul sostegno di alcun gruppo, essendo il riferimento di Scelta civica, il cui rappresentante, Virgilio Cicalese, è collocato all’opposizione. L’altro tassello traballante è costituito dall’assessore alle Politiche giovanili e alla Pubblica istruzione, Lucia Vietri, indicata dalla compagine di Autonomia Sud di Arturo Iannaccone. I rapporti di forza, la scarsa visibilità dell’assessore, insieme ad alcuni passi falsi, come la bocciatura di diversi progetti presentati alla Regione, la esporrebbero ad un facile ricambio.
I consiglieri democratici, però, chiedono che la svolta sia sostanziale e che si investa su assessori politici, anche se esterni. Una partita di difficile composizione anche perché non mancherebbe qualche esponente della delegazione del Pd che sarebbe pronto a farsi avanti. Tra questi c’è sicuramente Gerardo Melillo, ma anche qualche outsider. Per Foti, invece, sarebbe una mossa azzardata puntare sugli interni, mancando soprattutto la disponibilità del fronte del dissenso delle vecchie guardie. Al momento, il congelamento del congresso cittadino non sembra essere una incognita in più per l’amministrazione, ma i tempi stringono e bisognerà decidere il da farsi sul percorso che si dovrà seguire per il rilancio della giunta.




