AVELLINO – Via libera al bilancio consuntivo 2013 dell’Alto Calore Servizi. Il documento finanziario portato all’esame dell’assemblea dei sindaci soci dell’azienda ha incassato il voto favorevole della quasi totalità degli enti presenti alla riunione, pari al 63,53% delle quote. Unico voto contrario è stato quello del delegato centrista del Comune di Luogosano. Si è astenuto, invece, il rappresentante di Pratola Serra, vicino a Scelta civica. Un segnale, probabilmente, lanciato al Pd ed al sindaco di Avellino, Paolo Foti, in vista del rimpasto previsto nella giunta di Piazza del Popolo, per tutelare l’assessore di riferimento, Giuseppe Ruberto.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Acs, Lello De Stefano: “È la prima volta che un bilancio della società passi quasi all’unanimità. Per noi è uno stimolo a fare meglio, anche se ci sono molte questioni delicate da affrontare, a cominciare dai costi del personale e dell’energia”. Il numero uno dell’azienda idrica è tornato sulla delicata questione del ristoro ambientale: “È vergognoso che l’Irpinia debba pagare ancora oneri e costi molto alti quando è il serbatoio di acqua più grande del Paese. Le nostre fonti imbrifere servono l’intera Campania, la Puglia ed il Lazio, ma purtroppo non esiste nessuna politica di tutela della risorsa e del territorio. Per Avellino ci deve essere una perequazione anche sulle tariffe e un ristoro sui costi energetici”.
L’esercizio finanziario dell’Acs chiude con una perdita netta di 5 milioni 266 mila euro ed un debito consolidato di 104 milioni di euro, 19 milioni in più rispetto allo scorso anno. Secondo De Stefano è stato avviato un difficile percorso di risanamento dell’Alto Calore, ma soprattutto si è iniziato a fare chiarezza sulle cifre reali della gestione di Corso Europa. Non a caso il presidente l’ha ribattezzata “operazione verità”, in polemica con la precedente amministrazione di centrodestra. Non sono mancate, durante il dibattito, polemiche nei confronti della Regione. Il sindaco Foti ha accusato la giunta Caldoro per i ritardi che si registrano rispetto ai progetti di riqualificazione della rete acquedottistica presentati.




