AVELLINO – Una profonda riflessione sulla questione Isochimica – con l’indicazione di un percorso ben definito per arrivare ad un progetto credibile di risanamento e di successiva utilizzazione dell’area del vecchio stabilimento di Pianodardine – è stata fatta questa mattina nel corso di una iniziativa che si è svolta nella villa comunale durante la prima parte della giornata avellinese che Fabrizio Barca, già ministro per la Coesione territoriale durante il governo Monti ed ora dirigente del Partito democratico, ha dedicato al capoluogo irpino nell’ambito del suo particolare programma Luoghi ideali(li). Programma che vede il suo impegno, e quello di una parte del Pd, in luoghi particolarmente “caldi” del nostro Paese.
Ad Avellino l’iniziativa di Barca, che ha poi partecipato ad un pranzo organizzato dal comitato di Borgo Ferrovia e da quanti lì si battono per la questione Isochimica, è stata sostenuta in particolare dal circolo Foa del Pd. E sono stati proprio i maggiori esponenti di riferimento del circolo Foa, Giovanni Bove e Francesco Todisco, che hanno messo sul tavolo i tanti aspetti connessi alla questione Isochimica: risanamento dell’area, certo, come il giusto riconoscimento dei danni subiti dagli operai e dagli abitanti del quartiere, ma ormai si impone – è stato rilevato – una visione nuova e diversa della città e, soprattutto, delle effettive possibilità del suo sviluppo. In sintesi mettere l’area industriale al centro del ridisegno urbanistico di Avellino, ad incominciare dallo snodo ferroviario oggi di fatto seppellito ma immediatamente recuperabile con la funzione che Pianodardine avrà sia con il collegamento con la “nuova” Napoli-Bari sia soprattutto con una rilanciata Salerno-Avellino. C’ è stato, quindi, l’intervento di Andrea Ranieri, ex segretario regionale Cgil in Liguria ed ex parlamentare, uno dei curatori del progetto Isochimica, che ha sottolineato come mentre altrove – Casale Monferrato, Foligno, Genova, Firenze – la lavorazione dell’amianto veniva respinta senza mezzi termini, Avellino ed il Sud accettavano il micidiale “regalo” (ma qualcuno tra il pubblico ha fatto notare che una sigla sindacale come la Cgil ed una grande azienda di Stato come le ferrovie avrebbero dovuto rifiutare la discesa al Sud dove la fame di lavoro avrebbe annacquato ogni discorso come poi effettivamente avvenne).
Di notevole interesse l’intervento di Antonella Forino che ha valutato dal punto di vista legale ogni aspetto della questione concludendo che alla fine dovrà essere il Comune di Avellino, acquisendo i 40.000 mq del vecchio impianto, a dover risanare, mettere nell’angolo ex proprietari e curatela fallimentare per porre la parola fine a tutta la questione.
Dopo l’intervento di Gaetano Alvino del circolo Foa che ha ricordato la sua esperienza personale (“Abitavo con la mia famiglia a pochi metri dallo stabilimento e già a metà degli anni Ottanta raccogliemmo firme per farlo chiudere, senza esito. Ecco perché iniziative come quella di oggi rappresentano per me, trent’anni dopo, una vera e propria rivincita”), c’è stata la conclusione di Fabrizio Barca che ha innanzitutto spiegato come negli ultimi anni ha avuto modo di conoscere e di innamorarsi dell’Irpinia e dei suoi problemi. Il suo impegno di politico, di studioso, di dirigente pubblico e poi di ministro nel governo Monti gli hanno fatto capire – ha detto – quanto sia importante che sia la politica ad affogare i problemi e non viceversa. Da qui la nascita dell’impegno suo e di altri con la formula Luoghi idea(li) che si poggia su alcuni architravi: la dimensione nazionale dell’impegno, il coinvolgimento diretto di tutta la comunità interessata, la valorizzazione di tutte le idee possibili ed immaginabili, l’uso della rete per acquisire e diffondere. Un progetto sull’Isochimica e sulla città – ha concluso – ci sarà a condizione che la politica sappia impegnarsi e sappia svolgere con correttezza il suo ruolo.
La giornata avellinese di Barca è proseguita con incontri con gli ex dipendenti e la comunità di Borgo Ferrovia presente in villa comunale con una delle più impegnate rappresentanti. La “chiacchierata” sull’Isochimica si è svolta con la partecipazione di un folto pubblico: presenti, tra gli altri, i parlamentari Pd Paris e Famiglietti, il sindaco di Avellino Foti, il vicesindaco La Verde, l’assessore Cignarella, l’ex sindaco Antonio Di Nunno, i consiglieri comunali Giordano, Cucciniello e Iannaccone, gli ex presidenti della Provincia Alberta De Simone e Luigi Anzalone (che alla questione Isochimica ha recentemente dedicato una pubblicazione insieme con Aldo D’Andrea e Giuseppe Di Iorio), il presidente del teatro “Carlo Gesualdo” Luca Cipriano, l’ex sindaco di Nusco Giuseppe De Mita, gli ex assessori comunali Di Pietro e Gengaro, diversi rappresentanti del mondo sindacale.




