AVELLINO – La fumata grigia, anzi nera, che si è alzata in Piazza del popolo dove nell’aula consiliare di Palazzo di città erano in conclave quasi cento, per l’esattezza 97, dei 113 sindaci irpini chiamati a nominare il vertice dell’Ato rifiuti, era attesa. E questo ad onta dei toni trionfalistici che, all’indomani del pasticciaccio tutto interno al Comune capoluogo, partiti (Pd, Fi e Udc) e sostenitori vari del sindaco Foti avevano usato per dire che non c’erano più ostacoli e le larghe intese nostrane avrebbero portato sicuramente all’elezione del primo cittadino di Avellino alla guida di quell’Ato che dovrebbe gestire il ciclo di rifiuti in tutta la provincia.
Le larghe intese sono scivolate su una piccola buccia di banana: il Comune di Roccabascerana, già in contrasto con quello di Avellino per la dirigenza e la gestione del Piano di zona per i servizi sociali – ha…dimenticato di compiere l’atto propedeutico per la sua partecipazione all’assemblea e per lo svolgimento della stessa. In una precedente occasione era stato il Comune di Domicella con la stessa dimenticanza (quanti sono ancora i sindaci distratti? C’è chi controlla?) a far saltare tutto.
Il candidato delle larghe intese era, come detto, il sindaco di Avellino Paolo Foti. Che ha reagito con insolita durezza allo scherzetto. Ed intanto ha annunciato di voler nominare – è nelle sue facoltà – un commissario ad acta che faccia quello che il sindaco di Roccabascerana ha…dimenticato di fare. Così come ha criticato l’operato del segretario generale del Comune di Avellino, Tedeschi, circa gli adempimenti di competenza per l’organizzazione dell’assemblea di oggi.
Per la cronaca l’accordo tra i principali partiti della provincia, vale a dire Pd, Forza Italia ed Udc, prevede Foti alla presidenza, il forzista sindaco di Savignano Irpino Fabio Della Marra e l’Udc sindaco di Sperone Alaia quali vicepresidenti.




