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    15/08/2026

De Stefano: «In funzione la macchina del fango, in corso una campagna di discredito delle istituzioni»

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Lello de Stefano, presidente dell'Alto CaloreAVELLINO – «La macchina del fango, unico strumento che in questa provincia, insieme all'intimidazione, anima spesso il dialogo politico, sostituendosi ad esso, è entrata in funzione, a pieno regime.  Lo avevo annunciato e, puntualmente, ciò s'è verificato. La dimostrazione s'è avuta questa sera, nel corso della riunione del Consiglio comunale di Avellino.  Vengono sbandierate - in un disgustoso clima di "caccia alle streghe" che svilisce ogni serio dibattuto nell'interesse delle comunità - e mi sono contestate, spese per poche centinaia di euro effettuate nel corso di un intero anno alla presidenza dell'Alto Calore Servizi. È fuori di dubbio, e qui lo confermo e sono pronto a dimostrarlo in ogni sede, che si tratta solo, ed esclusivamente, di spese istituzionali sostenute nel corso di missioni istituzionali e regolarmente rendicontate. Dunque, nessuno scandalo, nessuna scoperta reboante come si vuol far credere per gettare discredito sull'ente che mi onoro di guidare e che non merita questo clima di sospetto. Per inciso, si tratta di spese che, al raffronto, sono dieci volte inferiori da quelle sostenute dai miei predecessori, e rispetto alle quali nessuno ha mai gridato allo scandalo».

Così Lello De Stefano, presidente dell’Alto Calore Servizi, risponde alle accuse rivoltegli dal consigliere comunale Gianluca Festa nel corso della seduta di questa sera del Consiglio comunale. «Si tratta – sostiene De Stefano – di accuse del tutto simili a quelle presenti in alcune lettere anonime recapitate anche agli indirizzi di diverse redazioni giornalistiche nel corso delle ultime settimane. Questo dice tutto, e dovrebbe far comprendere come sia in atto una campagna di discredito delle istituzioni e di chi le rappresenta in provincia di Avellino. Ovviamente querelerò Festa perché è doveroso, a tutela della mia immagine di uomo, politico e di amministratore. Anche se il tenore delle affermazioni di questo consigliere è talmente risibile che non meriterebbe neanche una replica, ma forse un approfondimento sulle cause che lo portano a renderle pubbliche in una sede prestigiosa come il Consiglio comunale di Avellino. Fortunatamente i colleghi di Festa e i cittadini sono intelligenti, e sanno distinguere tra persone per bene e calunniatori, tra onesti amministratori e professionisti della politica senza arte né parte a cui resta, questa sì, solo l’arma del fango».

Aggiornamento del 1 agosto 2014, ore12.01Dalla segreteria provinciale Pd - Continua spudoratamente da parte di taluni la strategia della tensione. È il livello di degrado che impressiona. Gettare fango, ricorrere alle offese, insomma, pianificare e costantemente alimentare un clima di veleni dentro il proprio partito e nell’ambito delle istituzioni si identifica con la precisa e consapevole scelta di chi decide di emarginarsi, di isolarsi, di escludersi. Perché è ovvio che fino a quando si utilizzeranno certi toni e certo costume politico nemmeno l’ascolto può essere preteso.

Aggiornamento del 1 agosto 2014, ore17.25Scontrini, nullafacenti e democratici - Pur non essendo avvezza alla comunicazione mediante nota stampa, mi vedo costretta ad intervenire per esprimere tutta la mia più sincera solidarietà umana e politica al presidente dell’Alto Calore, avv. Raffaello De Stefano, bersaglio, in questi giorni, di tanto insensati e brutali, quanto inconsistenti attacchi da parte di sedicenti dirigenti del Partito democratico.  Costoro, che ai miei occhi non appaiono affatto democratici, affatto militanti di partito e men che meno dirigenti, fregiandosi di un titolo, di un emblema, che non appartiene loro, gettano fango su uno scrupoloso amministratore, su una persona perbene e seminano discredito sul più grande partito italiano. Un partito fatto di idee, di militanti, di persone che lavorano nelle fabbriche, nelle officine, nei negozi, nelle scuole, negli studi professionali, nelle università e che, come me, trovano il tempo di dedicarsi anche alla politica, di impegnarsi in una sezione di paese. Un partito che non può e non deve riconoscersi né in nullafacenti baciati dalla fortuna (o da qualche finanziatore più o meno occulto) né in vegliardi irriverenti consumati dalla frustrazione.

A questi signori, alle loro unte e consunte manovre, opporrò la forza della mia onestà di giovane democratica in tutte le sedi. Invito tutti i giovani, dirigenti, militanti ed iscritti di questo grande partito che è il Pd a fare altrettanto.  Solo così facendo potremo continuare ad essere orgogliosi di chiamarci Democratici. Concetta D’Agnese, delegata all’assemblea regionale del Partito democratico

 

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