MONTECALVO IRPINO – “In questo è necessario coinvolgere l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale e l'Ingv. Le province di Avellino e Benevento rivestono un ruolo strategico nella gestione dei sistemi idrici dell'Italia meridionale che servono Campania, Puglia e Basilicata. È del tutto evidente che il rilascio delle autorizzazioni debba essere necessariamente suffragato da specifici studi di valutazione di impatti ambientali. Si tratta di una questione che coinvolge tutta l'Irpinia e pertanto invito gli altri sindaci a fare le mie stesse richieste”. Così Mirko Iorillo, sindaco di Montecalvo Irpino, interviene sulla questione delle trivellazioni in Alta Irpinia dopo aver inviato una lettera al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sul permesso di ricerche di idrocarburi denominatoCase Capozzi. Il permesso riguarda i Comuni di Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Melito Irpino e Casalbore in provincia di Avellino e Foiano, Molinara, Montefalcone, Castelfranco, Ginestra, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi e San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento.
Il primo cittadino di Montecalvo chiede al ministro – si legge in un comunicato – l'avvio di un'oggettiva valutazione dei possibili danni ambientali collegati all'attività prevista dal permesso di trivellazione.
A dare sostegno all’azione del sindaco di Montecalvo c’è in prima linea il Pd irpino che rilancia il notriv per il tramite del forum Ambiente & Comunità di cui è responsabile Mario Pagliaro della segreteria provinciale. “In merito alle nuove ricerche di idrocarburi, nel Sannio ed in Irpinia, autorizzate dal governatore Stefano Caldoro con il blitz di ferragosto – si legge in una nota – le azioni di coordinamento promosse dal Forum “Ambiente e Comunità” della segreteria provinciale Pd di Avellino, attraverso i sindaci ed il gruppo Pd alla Regione Campania e la deputazione nazionale, diventano esecutive. Il sindaco del Comune di Montecalvo Irpino, Mirko Iorillo, sabato scorso, ha inviato la prima richiesta di intervento del ministro dell’Ambiente, perché sul permesso di “Case Capozzi”, per il quale la Regione Campania ha ritenuto legittimo evitare ogni controllo di valutazione ambientale e interessamento dei territori, si attivi, invece, da parte soggetti terzi, rispetto a quelli regionali, una valutazione dei possibili danni ambientali. La comunicazione del sindaco Iorillo, infatti, fa espressa richiesta di coinvolgimento dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
Nella piena convinzione di tutti, che a risultati positivi si possa arrivare solo attraverso la costruzione di azioni trasversali, il sindaco di Montecalvo si è assunto l’onere di rendersi promotore, anche verso gli altri sindaci irpini, coinvolti, Casabore, Melito e Ariano Irpino, della condivisione dell’iniziativa. Con uguale intento, grazie alla consigliera regionale Pd, Giulia Abbate, il testo della lettere al ministro Galletti, è stato diffuso anche ai sindaci Pd del Sannio, i quali si faranno sostenitori dell'iniziativa, verso tutti i loro colleghi . La nuova azione avviata, come già successo per la risoluzione parlamentare recentemente approvata, fonda le sue ragioni su basi scientifiche formulate dal geologo Sabino Aquino. Anche questa volta, analizzando le carte degli acquiferi potabili e le normative collegate, Aquino suggerisce alle autorità competenti, analisi tecnico-scientifiche a dimostrazione di come siano possibili conseguenze negative per i territori coinvolti da ricerca petrolifera, a partire già dalle azioni di ricerca.
Valutazioni, che si aggiungono a quelle di carattere socioeconomico, formulate dal Forum “Ambiente e Comunità” e approvate in direzione provinciale, con le quali si dimostra quanto, a partire dai dati di sviluppo della Basilicata, il petrolio, non solo non rappresenta una risorsa economica nel breve periodo ma, sopratutto, resta elemento disgregante dell’economia reale di tutta una regione. Unico risultato certo, nell'operazione “petrolio”, infatti, resta solo l’asservimento di tutti i dati di crescita politica, sociale ed economica alle strategia delle lobby. Queste, per la normativa nazionale e la strutturazione delle formule di concessione estrattiva regionale, diventano, di fatto, il riferimento a cui subordinarsi in ogni programmazione del territorio. Anche in quelle più quotidiane”.




