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    14/08/2026

Festa dell’Unità, ad Antonio Di Nunno il Premio Federico Biondi

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Da sx: Di Nunno, Civati e BoveAVELLINO – Un momento particolare è stato vissuto questa mattina all’inizio dell’ultima giornata della Festa dell’Unità organizzata dal circolo Foa, componente della sinistra interna del Partito democratico di Avellino. Prima del dibattito in programma oggi con la partecipazione dell’on. Pippo Civati, il segretario del circolo, Giovanni Bove, ha ricordato che il ritorno della Festa dell’Unità nella villa comunale vuole essere sì un contributo al dibattuto in corso nel Pd, ma anche e soprattutto un omaggio alla memoria del professor Federico Bondi, scomparso nel maggio di quest’anno, storico segretario della sezione Gramsci di Avellino nonché dirigente autorevole del comitato federale del partito comunista.

Biondi, intellettuale di notevole spessore che da giovane aveva militato nel Partito d’azione ed era stato stretto collaboratore del meridionalista avellinese Guido Dorso, organizzava annualmente la Festa dell’Unità proprio nella villa comunale. Per ricordare l’impegno di questo autorevole e forte dirigente del partito comunista il circolo Foa ha deciso di istituire un premio a lui intitolato da assegnare annualmente ad una personalità che si sia distinta per impegno civico, sociale e politico.

Quest’anno il Premio Federico Biondi - un'opera del maestro Gennaro Vallifuoco - è stato assegnato all’ex sindaco di Avellino, Antonio Di Nunno, in carica dal maggio 1995 all’ottobre 2003. È stato l’ex presidente della Provincia, Luigi Anzalone, ad illustrare la motivazione del premio assegnato a Di Nunno. Nell’intervento Anzalone – a sua volta sodale di Federico Biondi con il quale firmò un articolo di protesta contro l’espulsione del gruppo che aveva fondato il manifesto, giornale degli eretici del Pci – ha ricordato gli anni del confronto tra Dc e Pci. “Protestiamo per l’espulsione e perché ci volete impedire di parlarne”, scrissero i due divenendo di fatto anch’essi eretici. Anzalone ha ricordato come proprio in quel periodo nacque quello che un autorevole esponente della Democrazia cristiana irpina battezzò come intergruppo, che poi altro non era che l’insieme di giovani eretici o riflessivi del partito comunista e giovani dissidenti o scocciatori della Dc irpina completamente, oltre tutto, orientata verso la cosiddetta sinistra cattolica. Una Dc irpina che prima aveva aperto al dialogo con i comunisti con Fiorentino Sullo e poi aveva proposto ed inseguito un difficile (allora) Patto costituzionale con Ciriaco De Mita che vedeva nel rilancio della Costituzione e nella definizione di un accordo tra le forze popolari che nel dopoguerra l’avevano scritta il futuro della politica e della società italiana.

Di quell’intergruppo, che non visse sempre serenamente la sua strana condizione, fu leader indiscusso Federico Biondi che trovò in Di Nunno – e nei giornali che questi dirigeva o ai quali collaborava – un importante punto di riferimento sull’altra sponda. Poi vennero la loro contemporanea presenza in commissione edilizia ed in Consiglio comunale, oltre che rapporti amicali che coinvolgevano tutti quei giovani.

Nel ringraziare per il riconoscimento e l’onore ricevuti – alla cerimonia erano presenti le nipoti di Federico Biondi, Gina e Clelia, e la cognata signora Valentino – Di Nunno, cui il premio è stato consegnato dall'on. Civati, ha voluto ricordare l’insegnamento di Guido Dorso, il suo invito, nel dopoguerra, a cercare per il Sud una nuova classe dirigente e soprattutto nuove e democratiche forme di presenza e di organizzazione dello Stato nel Meridione. “È incredibile – ha sottolineato – ma a più di mezzo secolo da allora ci accorgiamo che siamo fermi in quello stesso punto”.

 

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