AVELLINO – «Il risultato di queste elezioni provinciali è molto significativo perché ha un forte valore politico. Gli elettori sono i sindaci e i consiglieri comunali che costituiscono la classe dirigente della nostra provincia, i riferimenti politici sul territorio e quindi responsabili e consapevoli del significato che queste elezioni hanno. È necessario ricominciare dalla periferia a ricostruire un tessuto organizzativo, dalle realtà comunali per creare un’alternativa di fronte alle incongruenze e alle divisioni che sul piano nazionale caratterizzano tutti i partiti».
È quanto ha dichiarato questa mattina l’ex europarlamentare irpino Giuseppe Gargani, nel corso della consueta rubrica settimanale sull’emittente televisiva salernitana LiraTv, a proposito delle elezioni provinciali di Avellino auspicando che il risultato ottenuto possa essere lo stesso anche per la Provincia Salerno. «Quello di Avellino è un risultato – ha aggiunto Gargani – questo sì all’insegna del rinnovamento perché si è votato non un candidato improvvisato ma un giovane amministratore con adeguata esperienza e che può rappresentare il nucleo di una nuova classe dirigente. Questo risultato costituisce dunque il presupposto per una aggregazione regionale e per una proposta omogenea a supporto della candidatura alla Regione di Stefano Caldoro alternativa ad un Pd che ormai è un partito il più personale che si possa immaginare e il più frantumato, e quindi non più rappresentativo».
Fin qui la dichiarazione di Giuseppe Gargani che, dunque, nel giorno della proclamazione ufficiale del nuovo presidente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, e dei 12 consiglieri eletti nel Consiglio, liquida come fallimentare ed improvvisata la candidatura di Paolo Foti. Un giudizio che parte da una posizione politica di destra, quella attuale di Gargani, contrapposta a quella di sinistra del sindaco di Avellino, un tempo suo fedelissimo. Un giudizio evidentemente figlio anche dei cambi di casacca che molti esponenti di spicco della vecchia Democrazia cristiana hanno affrontato nella loro lunga carriera politica passando da posizioni d’avanguardia come quella della sinistra di Base a più comodi posizionamenti nello schieramento di centrodestra – Berlusconi imperante – per continuare ad assicurarsi, finché è stato possibile, uno scranno da parlamentare, in Italia o in Europa che fosse. Paolo Foti, un tempo uno dei pupilli di Gargani, tanto che la sua candidatura a sindaco della città era stata vista come una sorta di Opa extra Pd sul Comune di Avellino, con l’avallo alla distanza anche del leader maximo di Nusco, ora, dopo lo smacco subito alla Provincia, non sarebbe più rappresentativo. Vedremo come e se risponderà al suo vecchio maestro il sindaco Foti nel corso della conferenza stampa in programma lunedì prossimo a Palazzo di città.




