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    14/08/2026

Foti: «Non è Foti ad essere stato sconfitto, ma la città di Avellino»

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Paolo FotiAVELLINO – “Le elezioni provinciali appena celebratesi hanno visto in campo il sindaco di Avellino quale rappresentante della città, del Consiglio comunale ed in particolare dell’attuale gruppo di maggioranza. La sconfitta subita costituisce, dunque, un’amara delusione per il sottoscritto, per l’intero Consiglio comunale, che consideravo candidato assieme a me, e per il Partito democratico, del quale faccio parte.

Pur non essendo mia intenzione condurre una caccia alle streghe, alcune dichiarazioni rilasciate all’indomani della vittoria dallo stesso sindaco Gambacorta, al quale rinnovo i miei auguri e la necessità di ricercare la più ampia condivisione sull'atto fondativo dell'ente, lasciano adito a dubbi. Vi sono stati rappresentanti del Partito democratico che hanno espresso il loro voto in favore di un esponente del centro destra, contro il loro stesso partito e, cosa ancor più grave, contro la città di Avellino che aveva consegnato loro un chiaro mandato elettorale. Il dato politico che ne emerge è di una gravità assoluta e da esso vanno tratte delle inevitabili conclusioni. Ho sempre ritenuto che l'impegno civile dovesse avere una diversa consistenza rispetto al dilagante opportunismo che nulla ha a che fare con la mia scelta di un'azione politica ed amministrativa volta al bene comune, per quella politica che discute, si confronta e decide il futuro. Pertanto, qui, oggi,  attraverso voi,  prima come uomo e poi in quanto politico responsabile ed onesto, non senza una profonda amarezza, comunico ai miei concittadini e al Consiglio comunale che rassegno le mie dimissioni da sindaco di Avellino”.

Questa la dichiarazione completa resa da Paolo Foti, questa mattina, ad inizio della conferenza stampa svoltasi a Palazzo di città nel corso della quale ha annunciato le sue dimissioni da sindaco dopo la sconfitta rimediata alle elezioni provinciali della scorsa settimana.

Richiesto, poi, di commentare il significato della “ferita” di cui è rimasto vittima Foti ha precisato: “Non è stato sconfitto Paolo Foti, ma il Consiglio comunale di Avellino. Con questa vicenda si è sancito definitivamente che il Comune di Avellino non ha la dignità di capoluogo. Se qualcuno pensa che chi vi parla è avvezzo ai giochini della politica di trent’anni fa ha sbagliato indirizzo. Io sono un uomo con la schiena dritta che non ha nessuna intenzione di giocare con le istituzioni e rispetto a questi miei cardini morali sono intransigente. Io ho sempre lavorato per il bene della città di Avellino che è una città che amo profondamente. Mi sono posto in discussione per un debito di riconoscenza verso questa città. Non finirò mai di ringraziare i cittadini avellinesi che mi hanno accordato la loro fiducia”.

Ancora: “Dal momento che si viene meno ad un vincolo di appartenenza ognuno faccia i conti con la propria coscienza. Chi si è comportato in questa modo evidentemente mi ha sempre riservato odio politico fin dal momento del mio insediamento. Ho parecchie cose da rimproverarmi. Ho trovato un disastro finanziario, opere bloccate, per cui ho inteso portare in chiarezza i conti del bilancio del Comune di Avellino. Lascio un’amministrazione con i conti in chiaro, sapendo che bisogna, tutti, rimboccarsi le maniche. Per fare questo c’è bisogno di chiarezza politica. Chiamo tutti ad un nuovo senso di responsabilità anche i parlamentari di questa città. Credo che si possa dire che c’è odio politico nei confronti del sindaco di Avellino”.

Non è mancata una stoccata al suo predecessore come sindaco, Giuseppe Galasso: “L’ipocrisia è la cosa che più odio. Se io sono stato calato, lui è ancora in fuga, continua a scappare dalle sue responsabilità politiche e non solo politiche”.

 

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