Bassolino: «Foti ci ripensi e ritiri le dimissioni»

Giovedì 16 Ottobre 2014 20:30 Red.
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Da sx: Bertinotti, Anzalone, Bassolino, Picone e Di IorioAVELLINO – “Il mio augurio è che ci rifletta e che ritiri le dimissioni. Foti non è stato sfiduciato dal Consiglio comunale di Avellino. Bisogna stare attenti a non mettere insieme vicende interne al Partito democratico che non devono poi scaricarsi sulle istituzioni. Lui è il sindaco in carica, io mi auguro che ritiri le dimissioni in piena autonomia, senza trattare con nessuno. Poi viene in Consiglio comunale, si rivolge a tutti, ripresenta dei punti programmatici e si vede se ci sono le condizioni per poter andare avanti. Io so che lui si è lamentato perché nell’ombra e nel segreto ci si è mossi contro. La considerazione che io mi sono permesso di fargli è che in questo modo dà ragione a chi  nell’ombra si è messo contro. Ha parlato di fuoco amico: io me ne intendo un po’ di fuoco amico, quindi gli ho detto che se mantiene duro, fa bene”.

Questi i consigli che sono venuti al sindaco dimissionario di Avellino, Paolo Foti, dopo il flop del voto registrato alle Provinciali, dall’ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania, Antonio Bassolino, giunto ad Avellino insieme con l’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, per presentare al circolo della stampa il libro di Giuseppe Di Iorio “Dalle parte delle cause perse. Il Meridione, l’Irpinia, l’Iribus”.

“Il Mezzogiorno non è una causa persa – ha sottolineato Bassolino sollecitato sull’argomento dai giornalisti – il Mezzogiorno è una causa giusta, solo che da troppo tempo è tenuta ai margini della vita politica italiana. È successo con i governi di centrodestra, è successo anche con i governi di centrosinistra. C’è una sola eccezione: a metà degli anni Novanta, durante il governo Prodi, la crescita media del Mezzogiorno è stata più alta della crescita media italiana. Ma nell’insieme per vent’anni il Mezzogiorno è stato fermo ed immobile dentro un Paese che non è andato avanti. Dunque, l’opposto di una causa persa, una causa giusta che bisogna rimettere al centro dell’attenzione. Bisogna fare battaglia politica e culturale. Il mio augurio è che adesso con il governo Renzi, che sta cercando di smuovere le acque, le acque si smuovano anche nel Mezzogiorno. Però noi dobbiamo fare la nostra parte, noi che siamo qui”.

Sui tempi del lavoro e dell’economia, e nello specifico, sulla vertenza dell’ex Iribus, lo stabilimento di Valle Ufita che dovrebbe riprendere l’attività, l’intervento dell’ex sindacalista Fausto Bertinotti: “Spero che quello che si dice, che ci sia cioè la possibilità di una ripresa dell’occupazione e delle sorti dell’azienda, sia veritiero e quindi, dopo Termini Imerese, anche questa sorella che è l’Irisbus possa riprendere il suo cammino. Fa impressione il fatto che abbiamo grandi lotte che poi terminano con una situazione di stallo in balia dei compratori. Intendiamoci, i compratori è meglio che ci siano piuttosto che non esserci, ma quello che è impressionante è il vuoto di politica industriale della Regione, del Paese, dell’Europa. Se la cosa va in porto, bene. Resta il tema della disoccupazione giovanile e di una politica economica che si affida solo alle imprese. Ci vorrebbe un intervento pubblico ed una socializzazione degli investimenti per creare lavoro e occupazione che è esattamente quello che non c’è”. A moderare i lavori sono stati i giornalisti Norberto Vitale e Generoso Picone. Ad introdurre l’ex assessore al Bilancio della giunta Bassolino, Luigi Anzalone.