Regionali/Cozzolino: «L’Irpinia in questi anni è stata dimenticata, bisogna guardare all’Europa»

Martedì 09 Dicembre 2014 21:07 Red.
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Andrea CozzolinoAVELLINO – “Le primarie si faranno. Si terranno l’11 gennaio e, come ho detto in altra occasione, di questo tema non discuto più, sono in giro ad aprire i comitati elettorali che non saranno solo un luogo per preparare la contesa elettorale dell’11 gennaio, ma un luogo dove elaboreremo proposte, incontreremo categorie sociali, forze imprenditoriali, economiche, gli amministratori locali e cominceremo a costruire un pezzo importante del programma elettorale non solo di un presidente, ma di una coalizione che dovrà portare avanti la sfida con il centrodestra”.

È pacato nella sua analisi, dinanzi a microfoni e taccuini, l’europarlamentare Andrea Cozzolino, in corsa per la candidatura alla presidenza della Regione Campania, oggi ad Avellino per inaugurare, presente il segretario provinciale Carmine De Blasio, la nuova sede di via Gramsci di Campania Insieme, qui ad Avellino.

“Io intendo portare avanti questo lavoro di rapporto con il territorio. Le primarie si faranno, io credo che questa discussione è ormai tardiva, mi sembra un accanimento terapeutico inutile il riproporsi ogni tre giorni questo rinviare le primarie. Abbiamo deciso con due impegnative direzioni quasi all’unanimità questa data dell’11 gennaio, adesso diamo la parola ai cittadini, agli elettori, alle elettrici che potranno recarsi presso i seggi elettorali presenti in tutta la regione e dare un contributo di orientamento sul candidato che riterranno più opportuno in grado non solo di vincere il centrodestra, ma di inaugurare una credibile stagione di governo per la Regione Campania dopo i cinque anni che abbiamo alle spalle dove è stato difficile ravvedere da qualche parte, soprattutto per l’Irpinia, per Avellino il senso di una presenza delle istituzioni regionali”.

Poi continua: “Migliore candidato del centrosinistra? Io non pongo il veto su nessuno. Adesso dobbiamo dare la parola ai cittadini. Abbiamo un grandissimo problema, quello di riprendere una partecipazione piena dei cittadini alla competizione elettorale. Abbiamo i casi emblematici di Calabria ed Emilia Romagna dove c’è stato un tasso di astensione molto elevato, oltre il 60%. Dunque dobbiamo investire molto sulla partecipazione popolare senza minare lo strumento delle primarie il che significherebbe minare anche la credibilità del Partito popolare”.

Articolato il passaggio sull’Irpinia: “L’Irpinia è centrale, capitale di quella green economy su cui io intendo lavorare tanto. È un rapporto antico con l’Irpinia. L’Irpinia è stata dimenticata in questi anni sia in termini di grandi servizi, sanità, trasporti, sia in termini di politiche di sostegno alle imprese dell’agroalimentare. Non c’è stato più un progetto. Fino alla tragedia della tutela del territorio attraverso gli idraulico-forestali. L’unica cosa di cui si discute sono solo le trivellazioni che, francamente, mi sembra uno schiaffo all’Irpinia, alla qualità ed alla eccellenza dei prodotti dell’Irpinia”.

“L’Irpinia – spiega ancora Cozzolino – è al centro di questa cintura che va dall’Alto Casertano fino al Basso Cilentano passando per Benevento, una grande realtà agroalimentare, quella che io chiamerei il distretto del benessere della Campania, che può attrarre anche un flusso di turismo di altissima qualità, può aiutare le nostre imprese a stare meglio sui mercati internazionali e nazionali, abbiamo un tasso di presenze giovanili, di laureati che vanno via troppo presto dall’Irpinia, dobbiamo rafforzare e lavorare molto sulle eccellenze che qui ci sono come ha confermato anche  Renzi nel corso della sua recente visita. Dobbiamo lavorare molto su questo. In sostanza dobbiamo riprendere una discussione che in questi anni purtroppo si è totalmente paralizzata. Avere negli amministratori locali un punto di riferimento è importante: io immagino una squadra larga che governi la Regione, aperta al territorio. Dobbiamo portare avanti il tema delle alleanze, senza affidare le alleanze ad un mercato, si deve fare una discussione politica, ci sono le premesse per un’alleanza larga”.

Infine, il ruolo della Regione e del Mezzogiorno con riferimento all’Europa: “Con la prossima Regione – sostiene l’europarlamentare – deve partire una fase costituente, portando avanti un’azione di coordinamento con gli altri presidenti di Regione del Mezzogiorno e guardando all’Europa. Fondamentale è il programma. Se sarò il presidente delle  Regione Campania due sono gli obiettivi che mi proporrò: dobbiamo metterci alle spalle una lunga stagione politica che ha messo in ginocchio la Campania, soprattutto sul terreno della lotta alla corruzione ed alla criminalità organizzata. L’altro grande obiettivo è riaccendere i motori della crescita, sono 5 anni che la Campania non cresce più, questo produce una tasso di disoccupazione enorme”.

“Le istituzioni sono al servizio dei cittadini. A guardare gli ultimi cinque anni, forse si avrà un giudizio più equanime sui precedenti dieci anni che è stata probabilmente l’ultima grande stagione di governo della Campania. Al netto di questo, comunque, conosco i limiti di quella esperienza  ed ora sono impegnato a fare una cosa diversa. C’è anche qui una differenza tra me e lo stesso Vincenzo De Luca. Io porto con me il patrimonio di un’esperienza ricca, io non sto da vent’anni sempre allo stesso posto, io giro l’Europa, ho fatto l’amministratore regionale e so di che stiamo parlando. La Campania ha bisogno di una nuova classe dirigente. Ragiono sulla Campania guardando all’esperienza in Europa. È importante non perdere neppure un euro delle risorse che l’Europa ci mette a disposizione".