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    15/08/2026

Sarno contro Gambacorta: «No allo sperpero di soldi pubblici»

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Beppe SarnoAVELLINO – Il presidente della Provincia di Avellino – sostiene in una nota Beppe Sarno del Psi – è un esempio di come vengano sperperati i soldi pubblici, in un periodo in cui si predica austerità per gli altri ma non per se stessi. Quando è lo Stato a pagare con i soldi dei contribuenti, non si bada a spese. Eppure il presidente della Provincia in questo momento farebbe meglio a preoccuparsi dei propri dipendenti che un governo scellerato sta per mettere in mezzo ad una strada anziché sperperare denaro pubblico. Il fatto è noto: con ricorso elettorale depositato presso il Tar Campania il sottoscritto, insieme ai colleghi Benevento, Besostri, Cicchetti, Di Giacomo ed al Prof. Michele Sandulli, impugnava il risultato delle lezioni provinciali di Avellino svoltesi il 12 ottobre scorso per una serie di  motivi di merito, chiedendo il riconoscimento del diritto i dei cittadini residenti nell’ambito della Provincia di Avellino ad esercitare il diritto di elettori in maniera diretta e libera così come riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale che il governo Renzi si sta preoccupando di rendere carta straccia. Nel ricorso veniva precisato che si chiedeva la compensazione delle spese “in quanto non vi è interesse privato nel suo accoglimento, ma interesse personale come cittadini elettori alla regolarità del processo elettorale”.

In buona sostanza abbiamo chiesto che se il tribunale amministrativo avesse dato ragione ai ricorrenti come avvocati non chiedevamo nessun compenso professionale essendo la nostra una battaglia di civiltà e democrazia. La Provincia di Avellino, chiamata in causa, pur avendo un ufficio legale interno, cioè uno o più avvocati alle proprie dipendenze cui ogni mese paga lo stipendio proprio per costituirsi nei giudizi in cui è parte, nel costituirsi nel giudizio da noi intentato ha preferito affidare l’incarico ad un professionista esterno salernitano cui è stato liquidato un acconto di cinquemila euro. Nasce spontanea una considerazione: o il presidente della Provincia non si fida dei suoi collaboratori o dal momento che a pagare è la mano pubblica chi se ne frega.

Il presidente della Provincia di Avellino è purtroppo l’esempio di come viene sperperato il denaro quando sono i contribuenti a pagare, è l’esempio di quella cattiva classe politica che vive una realtà virtuale incurante dei problemi che affliggono la maggior parte dei cittadini, è un esempio di come una persona sbagliata al posto sbagliato possa continuare a far danni senza dover rispondere a nessuno. Il comportamento del presidente della Provincia è anche la riprova che  le legge elettorale sulle Province è un mostro giuridico che va sconfitto. Abbiamo avuto presidenti di Provincia di destra e di sinistra, basta ricordare gli ultimi due, Alberta De Simone e Cosimo Sibilia, che, pur da diverse sponde politiche, hanno onorato il ruolo che hanno ricoperto con i loro comportamenti attenti e virtuosi.

 

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