AVELLINO – Negli ultimi mesi, grazie al determinante lavoro del movimento è cresciuta anche in Irpinia e nel Sannio – scrive in una nota Tony Della Pia, segretario provinciale della federazione irpina del partito della Rifondazione comunista – la consapevolezza sociale avversa alle trivellazioni petrolifere, nella fattispecie alla costruzione del primo pozzo esplorativo definito Gesualdo 1 inserito nel “Permesso di ricerca Nusco” che investe un’area di 698.50 chilometri quadrati comprendenti 47 Comuni campani, di cui 46 ricadenti nella provincia di Avellino e uno nella provincia di Benevento.
Il progetto, contenuto nella famigerata legge 164/2014 comunemente definita “Sblocca Italia”, se attuato produrrebbe effetti devastanti per il nostro territorio. L’area coinvolta, oltre ad essere il primo bacino imbrifero nazionale, è un’eccellente zona agricola, caratteristiche queste da valorizzare e non annientare, tra l’altro interessata da falde attive, quindi altamente sismica e serbatoio di gas sotterranei che potrebbero eruttare in caso di sollecitazioni estreme con conseguenze spaventose. Le improbabili rassicurazioni espresse sono false: nella vicina Basilicata, in prossimità dei pozzi, sono aumentate in modo esponenziale patologie tumorali derivanti dalla devastazione ambientale. Il maldestro tentativo di calmierare il territorio promettendo ricchezza e prosperità è il classico specchietto per le allodole, l'Irpinia e l’intero Meridione non sono colonie popolate da somari pronti a vendersi in cambio di qualche denaro. Lo “Sblocca Italia” è la concretizzazione negli Stati del Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo quasi segreto tra la Commissione europea e gli Usa che concede man forte alle grandi multinazionali e alla finanza, toglie potere d’autodeterminazione ai popoli e rafforza il capitalismo neoliberista.
Per queste ragioni con ferma determinazione confermiamo la nostra lotta al fianco dei movimenti invitando i nostri militanti, i simpatizzanti e tutte le donne e gli uomini coscienti a contribuire alla buona riuscita della manifestazione del 3 gennaio in programma a Gesualdo contro le trivellazioni, contro l’arroganza neoliberista per una nuova partecipazione democratica ed un altro modello di sviluppo.




