AVELLINO – Edilizia scolastica, ambiente, strade e trasporti al centro delle dichiarazioni programmatiche del presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, nella seduta del Consiglio provinciale di questa mattina. La messa in sicurezza degli edifici scolastici che ricadono sotto la giurisdizione dell’ente e, per quanto riguarda l’ambiente, la tutela di un bene fondamentale come l’acqua le priorità indicate da Gambacorta che si è anche pronunciato per un no deciso alle trivellazioni petrolifere che riguardano il territorio irpino.
Tutte questioni che dovrebbero qualificare l’attività della nuova Provincia che ha preso il via dopo la cosiddetta riforma Delrio, attività che dovrà procedere nel rispetto del nuovo statuto presentato questa mattina e redatto dalla commissione presieduta dalla consigliera Pd Caterina Lengua e che è stato approvato all’unanimità. Niente unanimità, invece, anzi scontro aperto tra il presidente Gambacorta ed il capogruppo Pd Stefano Farina sulle nomine esterne – tutte di marca arianese, è stato sottolineato (Ariano Irpino è il centro di cui è sindaco Gambacorta) – effettuate prima dell’approvazione dello statuto.
Il commento - Nihil sub sole novum, dicevano gli antichi. Nella sostanza, al di là delle belle parole e delle buone intenzioni, non è cambiato nulla. Come al solito, quando si tratta di discutere di nomine o di incarichi gli schieramenti politici dimenticano quanto si affannano di volta in volta ad annunciare sulle politiche da portare avanti nell’interesse del territorio. Tanto più che lo fanno - abusandone per la verità, ma d’altra parte l’esempio viene dall’alto - sotto l’egida del termine riforma – la nuova Provincia nasce come tale – che presuppone, come succedeva nella grande stagione delle riforme, quella illuministica del Settecento, un cambiamento radicale rispetto alla precedente situazione.
Quella di Delrio-Renzi – lo abbiamo scritto più volte al tempo del dibattito sull’abolizione delle Province – è la classica, volendo esemplificare al massimo, soluzione gattopardesca di voler cambiare tutto per non cambiare niente. Lo scontro sulle nomine n’è una riprova. Ripetiamo, niente di nuovo sotto il sole.




