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    14/08/2026

Gargani: «Se continuiamo a contrapporre la nostra diversità alle altre, Ue indietro di 60 anni»

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Giuseppe GarganiAVELLINO – «Per cinquant'anni abbiamo creduto che pacificare l'Europa equivalesse a realizzare l'integrazione europea e ci siamo chiusi su una visione autarchica come se l'Ue bastasse a se stessa. I jihadisti del 2015 sono nati e cresciuti in un'Europa dove si sono sentiti stranieri a casa propria, forse perché questa Europa ha dato per scontata l'integrazione di culture diverse. Ma le cronache di queste ore ci dimostrano che lo ius soli non basta a rendere un individuo cittadino. Così succede che un cittadino francese sia disposto ad immolarsi e ad uccidere per una madre patria lontana, che non è la Francia, che non è l'Europa. Eppure lui è cittadino francese ed europeo. Pensare che la soluzione a tutto questo sia la repressione delle culture diverse è certamente da condannare. Sarebbe un approccio suicida!».

È quanto sostiene l’ex europarlamentare Giuseppe Gargani intervenendo in merito a quanto sta succedendo in Francia che ha vissuto ancora una giornata di terrore dopo l'assalto armato alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Secondo l’on. Gargani non è vietando luoghi di culto di altre religioni che si contrasta il terrorismo: «La nostra vocazione è quella di essere uniti nella diversità – sottolinea – ma se continuiamo a contrapporre la nostra diversità alle altre non solo lasceremo spazio al terrorismo, bensì svuoteremo di ogni significato e contenuto l'Unione europea, tornando indietro di 60 anni!».

 

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