www.giornalelirpinia.it

    15/08/2026

Di Nunno/Sogni, speranze e delusioni: un lungo itinerario insieme

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica4_di_nunno-venezia.jpgAVELLINO – A volte il silenzio premia e aiuta il pensiero a trovare le giuste parole per esprimere in maniera più vera e sincera i nostri sentimenti. Il silenzio rispetta meglio il piacere e la riservatezza di rivedersi nei sogni. Quando racconti solo a te stesso alcune esperienze vissute con le persone che hai stimato e voluto bene, provi una maggiore vicinanza che desideri trattenere nei tuoi personali ricordi. In questi casi il ricordo si tinge di una particolare tristezza e nostalgia, ma la vita senza ricordi diviene scialba, fredda, cinica e se non ti sa emozionare cancella la sua misteriosa umanità. Solo l’emozione che ti accelera il battito del cuore suscita un sentimento incontrollabile, ma sincero.

Quando mi è stato chiesto di ricordare alcuni momenti del lungo itinerario umano che mi ha legato a Tonino per quasi cinquantacinque anni, non pensavo proprio che avrei incontrato tante difficoltà emotive, al punto da voler rinunciare, ma mi è apparso irriverente. Questo tempo così lungo è stato ricco di sogni, di speranze, di delusioni, di amarezze, ma anche di episodi belli e di non pochi successi. Il più importante: noi, figli di famiglie modeste, siamo riusciti a diventare sindaci della nostra città. Certo, Tonino, essendo più bravo, sarà ricordato come uno dei migliori sindaci che abbia avuto Avellino. Capisco bene che per essere ricordati bisogna saper toccare il sentimento popolare della gente e in particolare di quella più umile e meno fortunata e Tonino ha saputo essere il sindaco degli ultimi, dei più bisognosi, insomma un sindaco stimato e amato dagli avellinesi.

Iniziammo a far politica fondando, con un gruppo di giovani intellettuali, la rivista Quaderni Irpini. Quasi contestualmente ci iscrivemmo alla Dc ed entrammo da protagonisti nel Movimento giovanile. Il momento più esaltante fu la nostra partecipazione alle amministrative del 1975 (come dimenticare 15 e 40?), quando, giovanissimi, fummo eletti consiglieri comunali. Avemmo un grande successo di preferenze grazie al contributo di tanti amici che ci accompagnarono in quella meravigliosa e indimenticabile avventura. I nostri primi interventi tenuti in Consiglio erano intrisi di una tale emozione da alterare il tono della nostra voce fino a farci balbettare.

Quante passeggiate e quante discussioni di sera, a volte fino a notte inoltrata, lungo il corso Vittorio Emanuele o davanti al negozio di Pepere. Non riesco a dimenticare le interminabili partite a pallone sul campetto di Arcella, le scorribande sul suo motorino, le sfide a biliardino a Mercogliano nel bar della sorella di Titino, le tante serate trascorse con gli amici del cinema Giordano, le cene a Salerno con Nardino Ventullo e Franco Amato oppure ad Avellino: al “Soldatiello” con l’“interconto”, da “Mupo” quando l’Avellino giocava in serie A, al “Malaga” dove eravamo spesso ospiti di Sabatino. Negli ultimi anni preferivamo cenare fuori città da Tommaso al ristorante “Calabrisuotto”, mentre l’ultimo pranzo è stato tenuto poco tempo fa da Crescenzo alla trattoria “Di Pietro”.

Cinquantacinque anni sono tanti e raccontarli tutti sarebbe impossibile, ma sono stati segnati da una vera e sincera amicizia. Adesso posso dirlo: Tonino era il mio confidente segreto. Spesso con durezza ho ricevuto severi rimbrotti. Aveva un carattere a tratti ruvido, ma alla fine trasparente e affettuoso. Gli riconoscevo una grande qualità: un rigore morale votato ad un’ostinata testimonianza, che lo portava fino al sacrificio personale. Rifuggiva dal potere ed era infastidito da qualsiasi privilegio. La sua modestia veniva vissuta con naturalezza anche per il sacro rispetto che aveva per le sue origini, che non gli facevano perdere mai la testa. Era un giornalista stimato e un uomo colto. Sono orgoglioso di averlo avuto amico. Non scorderò mai l’ultimo incontro avuto all’ospedale di Avellino. Accorgendomi che si stava allontanando da questa terra, gli ho accarezzato la fronte e lui, aprendo a fatica gli occhi, mi ha fatto un cenno con la mano: era l’ultimo saluto.

Ciao, Tonino.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com