AVELLINO – Sarà il 2015 per il sindaco Foti e l’amministrazione da lui guidata l’anno della svolta, per chiudere cioè finalmente i conti che pesano non poco sulla vita dell’ente, molti lasciati sospesi dal passato, e ripartire con la progettazione della città del futuro? Difficile dirlo, soprattutto se si tiene di quanto successo in questi primi anni di attività e delle non poche polemiche che proprio in materia di bilancio, anche in seguito alle osservazioni della Corte dei conti, si sono avute.
Il primo cittadino fin dall’inizio del suo mandato ha indicato due priorità assolute: liberare la città dagli eterni cantieri e risanare le finanze.
Quest’anno sembra promettere bene per quello che riguarda la chiusura dei cantieri e il completamento dei relativi lavori. Le proteste degli operatori commerciali per le difficoltà che la ripresa dei cantieri crea alle loro attività rappresentano, quasi paradossalmente, il segnale che i lavori procedono a tutto regime. Un segnale tutto sommato positivo, come riconosciuto dallo stesso Oreste La Stella, direttore della Confcommercio, nel corso dell’incontro di ieri con Foti e gli assessori Preziosi e Iandiorio, sembra essere venuto fuori stante comunque il perdurare della grave crisi del settore.
Il rifacimento di Piazza della Libertà, il completamento del tunnel, i lavori in Corso Europa sembrano andare avanti e tutto lascia prevedere che saranno rispettati i tempi di consegna. Analogo discorso può essere fatto per la Bonatti e in particolare per l’accesso al pronto soccorso dell’ospedale Moscati. A breve – è stato annunciato – partirà il cantiere a Piazza Castello, mentre sono in corso di ultimazione i lavori in Piazza Duomo.
Analogo discorso, ancora, può essere fatto per quello che riguarda le finanze del Comune e, in particolare, il recupero dell’evasione delle imposte comunali.
È un fatto, ed è fin troppo noto, che la nuova amministrazione ha dovuto da subito fare i conti con una situazione di quasi dissesto. Per il momento il fallimento del Comune è stato evitato, ma la situazione continua ad essere tale da richiedere misure stringenti. Proprio per questo la giunta Foti è intervenuta affidando il recupero dell’evasione all’impresa Assoservizi. Di questo si discuterà nel prossimo Consiglio comunale in programma lunedì prossimo, dopo gli attacchi in particolare del consigliere di opposizione Dino Preziosi, che contesta l’affidamento all’esterno di questo servizio. Lo stesso Preziosi ha chiesto un confronto proprio in Consiglio con i responsabili della società che, per parte sua, ha inviato al Comune, per il tramite del suo legale rappresentante Attilio Ortenzi, un circostanziato dossier in cui si replica punto per punto alle accuse ricevute in merito alla riscossione dei tributi ed all’ipotesi di revoca del servizio.
Al di là, comunque, della bontà o meno delle tesi sostenute da Dino Preziosi e dei provvedimenti che la giunta si appresta a prendere in merito, resta però un dato che le polemiche di questi giorni sembrano aver messo in ombra. Dagli accertamenti fin qui svolti sembra davvero che il livello di evasione sia altissimo, e non ci riferiamo tanto ai singoli cittadini che hanno magari omesso di dichiarare la cantina o qualche metro quadrato della propria abitazione. Ci riferiamo invece ad enti, istituzioni, interi fabbricati, per ognuno dei quali sarebbero state contestate evasioni d’imposta per decine se non per centinaia di migliaia di euro.
Purtroppo, nel caso di evasione effettivamente accertata e comprovata, la prescrizione consente di recuperare solo gli ultimi cinque anni. A memoria ci sembra di ricordare che gli ultimi accertamenti delle eventuali evasioni risalgono all’amministrazione Romano, vale a dire a poco più di venti anni fa. Ed all’epoca, sempre ricordando a memoria e con il beneficio dell’approssimazione, venne fuori che ad evadere completamente fosse circa il 20, 25 % della popolazione cittadina.
Al di là dell’affidamento ad Assoservizi – vicenda sulla quale la giunta Foti ha annunciato di essere pronta a fornire tutti i chiarimenti necessari e a prendere tutte le determinazioni opportune – resta un dato inquietante, se confermato nelle sue dimensioni, quello di un evasione per alcuni milioni di euro all’anno.
Quanto avrebbe potuto recuperare il Comune di Avellino se in questi ultimi venti anni fosse stata fatta un’operazione seria e completa di accertamento?




