AVELLINO – Ha dovuto dichiarare sciolta la seduta per mancanza di numero legale il presidente del Consiglio Livio Petitto dopo che, una volta proceduto all’appello nominale da parte del neo segretario generale del Comune di Avellino, Riccardo Feola, alle 21.33, ha dovuto constatare la presenza in aula di soli 10 consiglieri. Tutti a casa, dunque, e nessuna votazione sulla mozione all’ordine del giorno presentata dal consigliere di opposizione Costantino Preziosi, capogruppo di La svolta inizia da te, con la quale si chiedeva all’assise municipale di annullare l’affidamento del servizio di riscossione delle imposte alla società Assoservizi.
Una vicenda, quella di Assoservizi, che ha tenuto banco nel dibattito politico di questi giorni e che ha creato più di una frizione, già in sede di commissione, tra maggioranza ed opposizione. Per non dire dei distinguo, venuti fuori anche questa sera nel corso del dibattito in aula, all’interno della maggioranza e del gruppo del Partito democratico. Annunciata infatti in sede di dichiarazione di voto la non partecipazione alla votazione - che come detto poi non c’è stata - da parte dei consiglieri Miro e Matetich del gruppo Democratici per Avellino, e dei consiglieri del Pd Gianluca Festa e Antonio Genovese. “Sono in disaccordo con il mio capogruppo. È una storia nata male che ora rischia di finire peggio. Avevo chiesto un parere legale sul calcolo delle superfici da tassare. Non è successo niente. La politica ci ha portato in quest’aula e la politica, la buona politica deve entrare in questa aula, non quella degli interessi personali. Per questo mi allontanerò dall’aula e non parteciperò alla votazione”, aveva sentenziato in un sofferto intervento il consigliere Genovese.
Maggioranza, dunque, e gruppo Pd ancora una volta in fibrillazione.
Sulla questione Assoservizi in apertura il sindaco Paolo Foti aveva relazionato sull’azione messa in campo dall’amministrazione volta ad eliminare le anomalie registrate sugli accertamenti compiuti dalla società. “In questa direzione – ha spiegato il primo cittadino – va la delibera della giunta di questa mattina con la quale in pratica si è dato mandato al segretario generale di avviare un procedimento in autotutela per conto del Comune e di verificare la sussistenza di condizioni per avviare un procedimento di decadenza del contratto dell’Assoservizi”.
È seguito l’intervento del consigliere Preziosi che ha spiegato i punti salienti della sua mozione tesa ad evidenziare le anomalie sugli accertamenti eseguiti dall’Assoservizi sulle riscossioni. “Questi servizi – ha detto – possono essere assegnati solo a mezzo di gare. L’aggio chiesto ad Avellino è quello più alto, non come a Gioia Tauro o a Genzano di Roma. Qui la società ha avuto una risoluzione contrattuale e questo ha fatto sì che la convenzione decadesse. Se viene fuori il principio di decadenza non può essere fatto il contratto”. Preziosi ha poi lamentato la mancata trasparenza degli atti.
L’assessore alle Finanze, Elena Iavarone, ha precisato tutti i passaggi che hanno portato all’ esternalizzazione del servizio. In pratica l’affidamento ad Assoservizi dell’accertamento delle cosiddette imposte maggiori (ampliando il servizio che la stessa azienda già sosteneva per i tributi minori) è nato dalla asserita difficoltà degli uffici comunali di far fronte alla mole di lavoro determinatasi anche in seguito alle modifiche di legge intervenute in materia di riscossione dei tributi. Al momento dell’ampliamento dell’incarico, però, Assoservizi era stata dichiarata decaduta, per analoghi compiti, dal Comune di Genzano di Roma, al quale, nel frattempo, in prima istanza il Tar ha dato ragione. Questa circostanza andava comunicata al Comune di Avellino, che avrebbe dovuta valutarla. Non averlo fatto (ma Assoservizi afferma il contrario) può portare alla decadenza o alla revoca dall’incarico, ma non necessariamente all’annullamento degli accertamenti fin qui fatti. Da qui la decisione della giunta, che proprio questa mattina ha dato incaricato al segretario generale di verificare gli atti ed assumere le determinazioni conseguenti.
Critica la posizione di Irpinia di Base illustrata al Consiglio dal capogruppo Enza Ambrosone: “È sempre antipatico avere ragione dopo. Un anno e mezzo fa – ha ricordato – incalzavo l’allora assessore Spagnuolo per contestare nel merito una procedura che non mi convinceva. Si parlava ancora di dissesto sì, dissesto no. Per poter risanare le casse si doveva passare al recupero dell’evasione. Come siamo andati avanti? Siamo andati avanti con una scrollatina di spalle. Sono poi arrivati gli avvisi di accertamento. Ma come sono stati fatti questi accertamenti? Con errori abnormi, per cui mi domando quale garanzia danno al Comune di Avellino circa il risanamento delle casse comunali. Ed ora? Come si vuole procedere con Assoservizi? La strada della decadenza è irta di difficoltà. Così apriamo la strada ad un enorme contenzioso: credo ci saranno giorni difficili per l’amministrazione. L’aggio del 35% rimane come un macigno perché a fronte di 1 milione di evasione vanno via dalle casse comunali ben 350mila euro”.
Giancarlo Giordano, il parlamentare di Sel che siede sui banchi del Consiglio comunale, è partito da una premessa di ordine generale: “I tributi servono a sostenere il patto sociale che regola una vita comunitaria. Il Consiglio comunale di Avellino non è composto da consiglieri più fessi di quelli di Genzano di Roma”. Poi ha aggiunto: “Non sono più disponibile a sopportare che i Consigli comunali si facciano ad orologeria per cui deve decantare prima la vicenda dell’Asi o quella dell’Ato rifiuti. Si fanno i Consigli quando si è pronti”. “Con questa vicenda la giunta si è auto-commissariata. Poi avete commissariato un dirigente, quello delle Finanze. Se non va più bene, ditelo. Chi sono i sabotatori degli uffici pubblici?”.
Andato in fumo il tentativo – pur apprezzato dall’opposizione – di giungere ad una mozione unitaria da parte di Arturo Iannaccone, è stata la capogruppo del Pd, Ida Grella, a spiegare che la mozione andava respinta perché conteneva un pesante giudizio politico nei confronti dell’amministrazione e della maggioranza. Di diverso avviso è stato il consigliere Festa che ha accusato la giunta e invitato il sindaco a chiedere scusa alla città. Alla sua posizione si è accodato il consigliere del Pd Genovese, mentre il capogruppo dei democratici Miro si tirava fuori perché a suo dire il gruppo dei Democratici per Avellino non era stato coinvolto nelle decisioni della maggioranza. A questo punto ci si sarebbe aspettato da parte loro un voto di astensione, ed invece hanno preannunciato l’uscita dall’aula. Diciamo subito che vi sono tre voti possibili: a favore, contrario o astensione. L’uscita dall’aula non è un voto, è – è stato fatto notare – una fuga dalle responsabilità. Alla chetichella sono usciti dall’aula anche i consiglieri del Pd Giacobbe, Arace, Di Iorio e lo stesso vice-capogruppo, Salvatore Cucciniello. Alla fine il momento del voto in un clima surreale: in aula nove consiglieri di opposizione e dodici di maggioranza. L’opposizione chiede la verifica del numero legale che fa mancare uscendo dall’aula.
Per la cronaca ricordiamo che in apertura di seduta si è proceduto alla sostituzione di un componente della II commissione (Regolamento e Trasparenza) con la nomina all’unanimità del consigliere Francesco Russo subentrato a Francesca Di Iorio. Prima dell’inizio dei lavori, inoltre, il sindaco Paolo Foti ha incontrato una delegazione degli abitanti di Borgo Ferrovia che hanno presentato una serie di rilievi relativi alla vertenza Isochimica e ai rischi di inquinamento dell’area. A tal proposito il presidente del Consiglio comunale ha annunciato la convocazione di una seduta monotematica da concordare in seno alla conferenza dei capigruppo.




