Primarie Pd, Migliore si ritira. Il comitato irpino invoca l’intervento di Renzi

Giovedì 26 Febbraio 2015 17:31 Red.
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Migliore al centro sociale di AvellinoAVELLINO – Le primarie della discordia. Gennaro Migliore – la notizia è di qualche ora fa – si è ritirato dalla competizione delle primarie per la scelta del candidato presidente della Campania. La decisione è stata presa dopo l’incontro romano di questa mattina tra lo stesso Migliore ed il segretario Renzi. Clima, dunque, sempre più teso nel Pd campano tra le cui file c’era stata ieri la clamorosa presa di posizione dell’europarlamentare dalemiano Alfredo Paolucci, dimessosi dal partito dopo aver denunciato la caccia ai voti del centrodestra e di Nicola Cosentino da parte di due big in campo alle primarie: Andrea Cozzolino e Vincenzo De Luca. A dargli man forte il lettiano Guglielmo Vaccaro che è arrivato a dire: “Meglio Caldoro di De Luca e Cozzolino”. Ora c’è il ritiro di Migliore che proprio l’altro ieri aveva inaugurato il comitato avellinese incontrando i suoi sostenitori in terra d’Irpinia al centro sociale di via Morelli e Silvati.

E proprio i componenti del comitato avellinese, vale a dire Luigi Anzalone, ex presidente della Provincia di Avellino ed ex assessore regionale della giunta Bassolino e vicepresidente della commissione anticamorra, Aldo D’Andrea, responsabile del “Comitato Migliore” e segretario del Circolo “Amici di Fondazione Sudd”, e  Bernardino Tirri, ex assessore comunale  di Altavilla e vice-responsabile del “Comitato Migliore”, hanno diramato il seguente comunicato: “Abbiamo appreso con costernazione, ma non con sorpresa, la notizia del ritiro dell’on Gennaro Migliore dalla primarie di domenica 1 marzo prossimo per la scelta del candidato di centrosinistra alla presidenza della Regione. Essa è stata comunicata dall’on. Migliore al termine di un incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Essendo l’on. Migliore una personalità di notevole spessore  politico-morale, di particolare qualità intellettuale e culturale, oltre che di forti e autentici sentimenti e convincimenti democratici e di sinistra, non gli rimaneva altro da fare, avendo dovuto suo malgrado constatare che la cosiddetta campagna elettorale del Pd per le primarie era ormai giunta a un punto di non ritorno morale e politico. Infatti gli impressionanti protagonisti di questa campagna elettorale a sostegno di quello o di quell’altro candidato sono bande di clienti scatenate e pronte a tutto, ben pasciute coorti di famuli e famigli, gruppi di immigrati assoldati, assai discutibili personaggi del sottobosco politico-affaristico, aree contermini al centrodestra, note alla cronaca più giudiziaria che politica, personaggi espediti e nefari, faccendieri che la fanno ormai da padrona nel procacciare voti e denari per comprarli.

È di livida ed avvilente evidenza: questo non è il centrosinistra, quello della questione morale della rinascita del Sud, bensì il centrodestra nella sua peggiore versione, quella cosentiniana. Un tale centrosinistra(?) che giungesse alle elezioni e vincesse sarebbe peggiore del centrodestra di Caldoro. Chi  ama e pratica la politica pulita e ha a cuore il bene della Campania non può votarlo, meno che mai candidarsi in liste che non saranno in alcun modo moralmente rinnovate né qualificate a livello intellettuale, politico, culturale.

L’unica speranza è ormai risposta nella segretaria nazionale e, più in specie, nella persona di Matteo Renzi, segretario del Partito democratico e presidente del Consiglio, perché subito intervenga e assuma una decisione draconiana in virtù della quale, insieme a candidati consiglieri nuovi e qualificati, scelga un candidato presidente all’altezza dell’immane compito di cambiare la storia della Campania fatta di malaffare, clientelismo, collusione con la camorra, sottosviluppo, inquinamento ambientale, disoccupazione e disperazione, per avviarla lungo la difficile ed esaltante strada di quella storia di rinascimento e di riscatto di cui il suo popolo ha sempre il desiderio  e il sogno. Peraltro l’Italia non vince la recessione e non imbocca il cammino dello sviluppo e dell’occupazione se il Sud si arresta, a cominciare dalla Campania, la seconda regione d’Italia”.

Il "caso" Campania, dunque, sempre più ingarbugliato e di non facile soluzione anche perché il Pd nazionale non sembra voler abbandonare la sua posizione ispirata fin ora ad un comodo ma improduttivo pilatismo. Se non ci saranno a questo punto colpi di scena dell'ultim'ora rimangono in campo per le primarie Andrea Cozzolino, Vincenzo De Luca, Marco Di Lello e Aniello Di Nardo.