AVELLINO – «Senza coraggio non si va da nessuna parte. Riflettere è il primo passo per un buon programma».
Il consiglio dell’ex senatore Enzo de Luca apre, come se fosse un’ufficialità, la campagna elettorale per le Regionali ad Avellino. Perché, a pochi metri di distanza e di orario, Stefano Caldoro ha incontrato Avellino e i suoi elettori al Viva Hotel. E quasi come se uno conoscesse gli intenti dell’altro c’è stata una sorta di partita a tennis invisibile tra i due.
Nell’incontro al circolo della stampa a sostegno della candidatura di De Luca erano presenti Nicola Mancino, il sindaco Paolo Foti, accompagnato dal suo vice Stefano La Verde e dal capogruppo Pd Ida Grella più molti esponenti del Pd, a partire dal segretario provinciale Carmine De Blasio e dal vicepresidente Roberta Santaniello. E ancora, Luigi Anzalone, Francesco Barra, Enzo Venezia, Caterina Lengua, Wanda Grassi, Enza Ambrosone, Carmine Montanile, Franco Russo e tanti sindaci e amministratori della provincia.
C’è da dire, per dovere di cronaca, che la riflessione di Enzo de Luca – e ha tenuto a sottolineare che si è trattato di una riflessione – ha riguardato anche in larga parte le questioni interne al partito democratico.: “Come Pd abbiamo conseguito una serie di risultati molto importanti. Ad Avellino siamo sempre stati i primi. Siamo andati avanti nonostante tutto e oggi siamo l’unica formazione in grado di portare avanti una prospettiva generale. È arrivato adesso il momento di dare un’accelerata a una società ferma dal punto di vista economico, culturale e sociale. È necessario considerare il Mezzogiorno come una risorsa del Paese altrimenti non usciremo mai da questa crisi”.
Appunto, il Mezzogiorno. Una questione che è riemersa poco dopo nella critica aperta e senza mezzi termini al governatore Stefano Caldoro: “Caldoro ha coraggio a presentarsi ad Avellino dopo che ha azzerato di fatto le aree interne con la sua politica napolicentrista. È un po’ patetico che lo faccia qui quando non ha fatto nulla per il Centro per l’Autismo. Un esempio questo di immoralità politica per difendere qualche istituto privato napoletano. Il problema però è che lui non conosce i problemi di questa terra. Lui viene in provincia di Avellino perché ce lo portano dal momento che non sa neppure dove si trova”.
Senza far di nuovo riferimento alle criticate primarie del Pd, l’ex senatore ha espresso sostegno all’omonimo salernitano e ha sottolineato l’importanza che potrebbero avere le alleanze: «Smettiamo di pensare che sia l’ultima spiaggia. Non esiste nella vita una transizione che si ferma. Possiamo affrontare questa scadenza e cambiare i destini della nostra regione. O il Paese si salverà sulle sorti del Pd oppure non ce la faremo. Mi auguro che si possa concludere un’alleanza quanto più ampia possibile. Spero che Sel possa rientrare in questo progetto per non offrire la Regione alla destra. Oggi credo che il Partito democratico possa cambiare il destino e il futuro specialmente delle giovani generazioni».
Richiesto poi di spiegare la sua discesa in campo a sostegno dell’omonimo ex sindaco di Salerno, vincitore delle primarie Pd per la presidenza della Campania, Enzo De Luca precisa: «Dinanzi alle sollecitazioni avute da tutti i livelli, sia politici sia amministrativi, a fronte della possibilità di recuperare uno spazio di rappresentanza che è stato tolto al Senato a questa provincia mi sono sentito quasi tirato per la giacca e quindi ho deciso di scendere in campo. Qualcuno ha detto che da parte mia c’era più che una responsabilità politica un dovere morale».




