AVELLINO – «Centro democratico alle prossime regionali sarà al fianco del candidato presidente del Partito democratico, Vincenzo De Luca». È stato il coordinatore provinciale dei centristi, Pasquale Giuditta, che ha spiegato, questo pomeriggio al circolo della stampa di Avellino, le ragioni di «un impegno sempre dalla stessa parte».
Presente in sala lo stato maggiore del partito: il leader nazionale e deputato Bruno Tabacci, il coordinatore nazionale Pino Bicchielli, quello regionale Michele Pisacane. E poi Angelo Sanza, e Serafina Trofa, candidata nella lista di Centro democratico in tutte le province campane. All’incontro ha partecipato pure l'ex senatore Pd, Enzo De Luca, candidato alle Regionali. Presenti in sala Caterina Lengua, Enzo Venezia, l’ex sindaco di Nusco Giuseppe De Mita. Atteso ma assente, perché trattenuto a Roma dalla direzione nazionale Pd, l’ex sindaco di Salerno e candidato governatore, Vincenzo De Luca.
Proprio parlando di De Luca, e in particolare dei problemi che potrebbe creare l’applicazione della legge Severino, semmai dovesse essere eletto presidente, Tabacci ha spiegato: «Saranno gli elettori a decidere. Penso che quando ci sono le leggi, queste vanno rispettate. Eventuali modifiche della legge non devono essere collegate a vicende specifiche, altrimenti altro che Berlusconi: saremmo tutti impegnati a lavorare per cambiare le leggi sulla base delle nostre aspettative». Il presidente di Centro democratico ha poi aggiunto: «A favore di Vincenzo De Luca c’è il fatto che i risultati del governo regionale uscente non possono essere considerati positivi».
E, infine, sulle alleanze della coalizione di centrosinistra: «Il dialogo a sinistra è sempre stato molto complesso e complicato. Altri problemi nascono pure dall’iniziativa sociale di Landini, che sottintende la nascita di una nuova formazione. Il discorso con l’Udc? Ho lasciato il partito perché a Casini ho sempre detto che non si poteva stare di qua e di là contemporaneamente. Le scelte non vanno fatte in relazione alle convenienze: il centro non è un luogo della convenienza politica».




