AVELLINO – “Credo che questa provincia e le altre realtà meridionali del nostro Paese soffrano innanzi tutto del fatto che 7 anni di crisi hanno allargato le diseguaglianze all’interno del Paese, soffrano del non aver programmato e gestito i fondi strutturali al fine dello sviluppo, soffrano dell’esser stati zitti quando una parte dei fondi venivano spostati verso il Nord sottraendoli a queste regioni. Quello che dobbiamo constatare è che vorremmo evitare che si utilizzi la campagna elettorale per fare molte promesse di cui il giorno dopo non si capisce più quali siano le tracce. Si scelgano invece gli interventi di cui si ha bisogno e si diano risposte in quella direzione”.
Risponde con pacatezza, dinanzi a taccuini e microfoni, la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso oggi ad Avellino per un confronto, presso il complesso monumentale del carcere borbonico, sui temi del lavoro, ambiente e sviluppo. Al tavolo dei relatori presenti il sindaco di Avellino Paolo Foti, il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Petruzziello, quello regionale Franco Tavella, il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo.
Il lavoro naturalmente al centro dell’analisi della Camusso che prima di giungere al carcere borbonico era stata ricevuta presso la sede provinciale della Cgil: “Abbiano incontrato i lavoratori di alcune aziende, quelli dell’ex Iribus che deve ripartire, della Fma che parte molto lentamente. È un territorio dove c’è uno straordinario bisogno di politiche di sviluppo, di scelte di investimenti perché non basta difendere l’occupazione che c’è, ma c’è uno straordinario bisogno di lavoro”.
Una stoccata a Renzi: “Le promesse del presidente del Consiglio? Ne conosco molte ma purtroppo poche si realizzano”. Il discorso si sposta poi sulla questione delle infrastrutture e sul sistema dei trasporti: “Quando si tagliava il sistema ferroviario nel Mezzogiorno – sottolinea Camusso – abbiamo detto come organizzazione che ciò non era possibile. Un’infrastruttura fondamentale era che tutto il Mezzogiorno fosse collegato e partimmo proprio dalla Napoli-Bari come il punto fondamentale che determinava anche un’eguaglianza di servizio nell’insieme del Paese. In tal senso continuiamo a pensare che la mobilità sia un grande diritto dei cittadini ragione per cui difendiamo anche il trasporto pubblico locale, non solo quello ferroviario. Di investimenti ce n’è bisogno soprattutto per quelle regioni che sono in una condizione di diseguaglianza e disparità dal punto di vista di infrastrutture utili per la creazione di lavoro e sviluppo industriale”.
Presenti in sala amministratori e rappresentanti del mondo sindacale.
