AVELLINO – Sciolto il nodo delle candidature della lista Pd alle Regionali del 31 maggio. Alla fine, dopo tante polemiche e prese di posizione venute fuori all’indomani dell’ormai nota assemblea provinciale del Pd di venerdì scorso – nota non per il livello del dibattito politico ma per gli spintoni e le urla fra i rappresentanti della maggioranza e della minoranza le cui immagini hanno fatto il giro sui principali network locali e nazionali – è stato raggiunto un accordo con la classica soluzione all’italiana. In sostanza, sono stati confermati i quattro nomi della lista ufficiale proposti dalla segreteria provinciale, vale a dire la consigliera uscente ed ex sindaco di Lioni Rosetta D’Amelio, la presidente del Pd irpino Roberta Santaniello, l’ex senatore ed ex consigliere-assessore regionale Vincenzo De Luca, l’ormai famoso omonimo del De Luca candidato presidente, e l’attuale sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri, tutti renziani più o meno dell’ultima ora.
E Francesco Todisco? L’ex vicesegretario provinciale ed ex consigliere comunale, rappresentante della sinistra più intransigente del partito, esponente del circolo Foa e dell’area “Un senso alla nostra storia”, sponsorizzato nella sede romana del Partito democratico dalla parlamentare Valentina Paris, sarà candidato, salvo clamorosi colpi di scena, nella lista civica De Luca presidente della quale faranno parte anche Carlo Iannace, già sindaco di San Leucio del Sannio, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica presso la Breast Unit dell'Aorn "San Giuseppe Moscati" di Avellino, l’avvocato Anna Rita Colantuono di Paternopoli e l’ing. Michelina Monaco, ricercatrice universitaria di Vallata, in rappresentanza dell’Alta Irpinia.
Todisco all’ultimo momento ha preso il posto di Aldo D’Andrea, medico, ex consigliere comunale di Pietrastornina, vicino alle posizioni dell’eurodeputata Pina Picierno e del parlamentare napoletano Gennaro Migliore (di cui è stato il referente provinciale nella brevissima parentesi della candidatura alle primarie Pd). A comunicare a D’Andrea - che pure era stato convocato presso il comitato avellinese di Corso Vittorio Emanuele per firmare la candidatura - di essere stato sostituito in lista con Todisco è stato Geppino Vetrano, coordinatore provinciale di Vincenzo De Luca e candidato nell’altra lista civica schierata a sostegno dell’ex sindaco di Salerno, Campania libera, insieme con l’ex sindaco di Montoro Di Giovanni.
Fin qui, in rapida sintesi, la cronaca di una vicenda che pure, in alcuni passaggi, sembra connotata da situazioni kafkiane. Su tutto pesa, e peserà nel confronto interno del Pd irpino, di per sé già lacerato da forti contrasti, il livello del dibattito dell’assemblea provinciale. Un dibattito nel quale è assolutamente mancato l’intervento di uno dei maggiorenti del partito, di uno dei parlamentari, in carica o meno, in grado di portare, al di là della propria posizione di parte, un po’ di ordine e dare una dritta alla discussione.
Era quella sicuramente l’occasione per prendere la parola senza neppure scomodare, come qualcuno molto pretenziosamente si azzarda a fare ogni volta che ci sono occasioni pubbliche, la lezione dei vari Sturzo, De Gasperi, Moro, Dossetti, La Pira. Invece si è preferito starsene con le natiche ben salde sulla propria sedia (peraltro con la certezza per taluni della candidatura) e lasciare che infuriasse la bagarre. Lo spettacolo non è piaciuto neppure ad un politico del calibro di Nicola Mancino, un veterano esperto di congressi, da quello famoso della Dc al cinema Eliseo nel lontano 1967, se è arrivato a dichiarare, a commento della assemblea provinciale Pd, che alle riunioni politiche assolutamente non si devono portare i propri fans.




