Caldoro: «Rifare la Dc con De Luca? Il popolarismo merita di meglio»

Lunedì 04 Maggio 2015 20:23 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica5_cald-garga.jpgAVELLINO – “Rimango molto perplesso quando leggo alcune interviste che sono state rilasciate su questa vicenda. C’è stata innanzi tutto poca trasparenza e poca chiarezza nei confronti dei cittadini. Rifare la Dc con Vincenzo De Luca? Beh, ci vuole una certa fantasia a sperare che questo avvenga. Credo che la Democrazia cristiana ed il popolarismo italiano meritino di più e di meglio, meritino un richiamo alle forze moderate, a quelle forze che sono state sempre maggioranza nel Paese, che hanno forti valori di riferimento con cui dare all’Italia una risposta politica che non sia di contenitore, ma di una forza politica in grado di raccogliere questi valori e trasferire l’azione in programmi, idee e proposte. Noi nel nostro piccolo abbiamo tentato di farlo in Campania consentendo a questa Regione di non essere più ricordata come la Regione canaglia”.

È abbastanza tranquillo Stefano Caldoro nel fare il punto su quello che è destinato ormai a diventare il leit-motiv di questa campagna elettorale delle Regionali 2015, vale a dire l’alleanza dell’ultim’ora tra l’Udc di De Mita e il suo rivale nella corsa alla presidenza della Campania, l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Impossibilitato all’ultimo momento a raggiungere Avellino, dove era atteso per partecipare alla presentazione del libro di Giuseppe Gargani, Caldoro si è collegato via kype con la sala conferenze dell’hotel de la Ville dove c’erano ad attenderlo, tra gli altri, l’ex ministro dell’Università Ortensio Zecchino ed il presidente della Provincia Domenico Gambacorta.

Inevitabile da parte un po’ di tutti i presenti sottrarsi, dinanzi a taccuini e microfoni, ad un commento sulla nuova posizione assunta dal vecchio leader di Nusco. Una decisione che ha spiazzato finanche alcuni dei candidati irpini che fino a poco prima della notizia relativa a quello che è stato definito l’accordo di Marano – dal nome del centro del Napoletano dove si sono incontrati e chiariti nottetempo De Luca e De Mita – andavano chiedendo voti per il vecchio alleato Caldoro.

Pensate che siamo giunti al punto che De Mita per questa sua scelta deve ora anche sorbirsi le critiche di quelli che sono state sue autentiche invenzioni sul piano politico ai tempi d'oro della Democrazia cristiana e che, peraltro, l'hanno preceduto da diverso tempo, in maniera diretta o indiretta, in questo allineamento a destra.

Gargani: “De Mita fa un errore imperdonabile nel ritenere che Foti e De Luca siano di sinistra. Lui era attratto dalla sinistra, questo io lo sapevo, l’ho scritto nel libro. Era però attratto da una sinistra che non c’è. L’illusione è questa. Va con De Luca che non è di sinistra. Io sono musulmano se De Luca è di sinistra”.

Gambacorta: “A me De Mita ha portato molta fortuna perché come è noto ad urne aperte aveva detto di aver votato per Foti. Mi sembra che il risultato sia stato particolarmente brillante per me”.

Zecchino: “Siamo alla terza modifica di linea. Bisognerebbe andare al vangelo di Marco e fare una riflessione sul popolarismo acclamato e tradito”.