NAPOLI – È stata presentata nella sede del Banco di Napoli, in via Toledo, la ricerca realizzata da Srm Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) dal titolo “Un Sud che innova e produce. I settori automotive e aeronautico”.
Il convegno introdotto dai saluti del presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, e del presidente di Srm, Paolo Scudieri, si è concentrato in particolare sul settore automotive delineandone punti di forza e debolezza, allo scopo di stimolare una riflessione sul futuro di questo comparto.
La ricerca, presentata dal direttore generale di Srm, Massimo Deandreis, è stata discussa nella tavola rotonda, dal titolo “Insieme ed oltre la grande impresa: il Mezzogiorno può ripartire da questi settori?”, moderata dal direttore de Il Mattino Virman Cusenza che ha visto come discussant Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria di Confindustria e vicepresidente di Confindustria, Amedeo Felisa, amministratore delegato di Ferrari Spa, Vincenzo Ilotte, presidente di Amma Unione Industriale di Torino e Luigi Nicolais, Presidente del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Ha chiuso i lavori il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.
La ricerca interessa da vicino la nostra provincia giacché l’automotive in Irpinia fino a qualche anno fa ha rivestito un ruolo importante per la nostra economia. Ora, invece, è in piena crisi. Lo studio di Srm non offre molti dettagli a livello di singole province, ma un dato importante e significativo della crisi in atto per le fabbriche irpine c’è. Riguarda l’export. In provincia è diminuito del 40% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo d’un anno fa. La provincia di Avellino, nell’ambito campano, è l’unica con il segno meno. Tutte le altre hanno fatto registrare aumenti in qualche caso vertiginosi. E questo solo dato la dice tutta sulla gravità che il settore attraversa nella nostra provincia.
Ma veniamo ai punti salienti di questo studio. La ricerca mette in evidenza un elemento importante. Nonostante la crisi, c’è una filiera di imprese che operano nel settore automotive e in quello aeronautico che sono vive e vitali e sono l’emblema di un Mezzogiorno che ha ancora un’industria manifatturiera che innova e produce.
Emerge dallo studio poi un ruolo chiave degli enti pubblici, così come del governo nazionale perché non si può fare una politica industriale senza un ruolo attivo delle istituzioni in settori che per definizione sono globali e non locali. Ed emerge inoltre l’urgenza di una rinnovata alleanza con gli enti di ricerca e le università. Maggiore sinergia tra questi e il mondo delle imprese, piccole e grandi, è un presupposto ormai essenziale per lo sviluppo dell’innovazione in azienda.




