AVELLINO – Che la situazione occupazionale in Irpinia sia a dir poco allarmante è sotto gli occhi di tutti. Si contano a decine gli opifici che hanno spento per sempre le macchine. La crisi non ha risparmiato le attività commerciali, anche quelle della grande distribuzione. Basta dare un'occhiata ai cartelli “si loca” o “vendesi” affissi dianzi a tantissime saracinesche. Non sono pochi neppure i laboratori artigiani che hanno cessato l'attività.
A dare la dimensione numerica della spaventosa crisi dell’occupazione nella nostra provincia sono le puntuali statistiche dell’Istat. Oltre a rendere noti i dati provinciali riferiti all’ultimo anno, l’Istituto nazionale di statistica ha aggiornato la serie storica a partire dal 2006 del numero di occupati e di persone in cerca di occupazione per “sistema locale del lavoro”. I Sll rappresentano -come precisa lo stesso Istituto - “dei luoghi dove la popolazione risiede e lavora e dove quindi indirettamente tende a esercitare la maggior parte delle proprie relazioni sociali ed economiche”.
Quindi i Sll sono delle aggregazioni di Comuni contigui, costruite sulla base dei flussi di pendolarismo tra luogo di residenza e luogo di lavoro. L’Istat ha individuato nella nostra provincia cinque Sll. Ad Ariano Irpino il sistema locale è composto da 24 Comuni; ad Avellino da 48; a Sant’Angelo dei Lombardi da 17, a Solofra da 3 e Vallata da 9. I restanti 17 Comuni irpini ricadono in Sll di province confinanti.
Analizziamo i dati Iniziando dal tasso di disoccupazione dell’intera provincia. Nel 2017 ha raggiunto il 15,1 %. In controtendenza con l’andamento nazionale (nel Paese la disoccupazione è scesa nell’ultimo anno rispetto al precedente dall’11,7 all’11,2%) da noi c’è stata una lievitazione di mezzo punto percentuale, lievitazione che interrompe la discesa iniziata qualche anno fa. Infatti, nel 2014 toccammo il livello più alto di questo millennio col 16,8%; scendemmo l’anno successivo al 16,5 e nel 2016 al 14,6. Ora c’è stata questa nuova impennata.
Scorrendo i dati per sistema locale di lavoro osserviamo che, eccezion fatta per Sant’Angelo dei Lombardi dove la disoccupazione si è aggirata nel 2017 intorno al 13,6%, altrove il tasso registrato è più alto della media provinciale: nel Ssl di Ariano sale al 16,6%; lo stesso valore si tocca a Vallata. Ad Avellino si raggiunge il 16,7% e a Solofra, sede del polo conciario, si sfiora il 17,5%, stabilendo il record negativo dal 2006 ad oggi.
Ritornando alla fotografia dell'intero territorio provinciale e disaggregando i dati per sesso, vediamo che nel 2017 il tasso di disoccupazione maschile si è fermato al 12,2, mentre è schizzato al 19,4 quello femminile. In tutto lo stivale i tassi in questione sono stati, rispettivamente, del 10,3 e del 12,4%. In Campania, soltanto Benevento ha spuntato parametri migliori dei nostri: 13,3 tasso di disoccupazione maschile, 14 femminile. A Napoli per i maschi sono stati raggiunti i 21,5 punti percentuali, per le donne i 28. A Caserta rispettivamente i 22 e i 24, a Salerno i 14,6 e i 18. Preoccupanti, infine, i tassi di disoccupazione giovanile (persone in cerca di lavoro comprese tra i 15 e i 24 anni). Nel 2017 in provincia di Avellino si è sfiorato il 44% (43% per i maschi, 45 per le femmine). Valori, questi, pari quasi al doppio di quelli raggiunti negli anni pre-crisi. e notevolmente più alti della media italiana assestata, nel 2017, intorno al 35% (33%per i maschi, 37 per le donne).
Per consolarci, andiamo a sbirciare ancora una volta nella casa dei nostri vicini. A Napoli la disoccupazione giovanile ha superato il 60%, a Caserta il 50%, a Salerno il 49%, ma a Benevento si è fermata al 35. Nell'«altra Italia», a Bolzano o a Bergamo, per fare qualche esempio, il tasso di disoccupazione è oscillato tra il 3 e 4% e quello giovanile tra il 10 e il 14!




