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    19/04/2026

Qualità della vita: Irpinia sempre più in basso

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_irpinia_cartina.jpgAVELLINO – La provincia di Avellino perde un’altra posizione nella graduatoria nazionale della qualità della vita, redatta da Il Sole-24 Ore. È scivolata al 93esimo posto; l’anno passato era 92esima, ma nel 2008 occupava l’83esimo scalino. In meno d’un lustro, dunque, è precipitata di ben 10 gradini. In Campania, consoliamoci così, continua ad essere la seconda provincia, giacché è preceduta soltanto da Benevento che, avendo fatto un balzo in avanti di 14 posti, si colloca ora sull’83esimo piolo della scala nazionale. Salerno è 97esima, in quanto è retrocessa di due posizioni. Caserta, sebbene abbia guadagnato 6 lunghezze, è 97esima. E Napoli, scesa di un altro gradino, è penultima in Italia.

A guidare la classifica nazionale è Bolzano che nella pagella finale compilata dal quotidiano di Confindustria raggiunge ben 626 punti, mentre noi ci fermiamo a quota 423, così che ben 203 punti ci separano dai primi della classe. Rispetto agli ultimi – che sono i tarantini con l’asticella  posizionata sul valore di 391 – siamo appena 32 punti più sopra. La fotografia scattata da Il Sole-24 Ore la dice tutta sull’inarrestabile arretramento che sta vivendo la nostra provincia. Siamo mal messi non soltanto dal punto di vista economico, ma anche per disponibilità di servizi, per l’ambiente, per la salute, per l’ordine pubblico, per il tempo libero. Sono questi i settori che il quotidiano “pesa” per assegnare le pagelle.

Avellino per tenore di vita è 85esima in Italia. A tenerla a galla sono due indicatori: l’alto ammontare dei depositi bancari e postali per abitante (siamo i 39esimi tra le 107 province italiane) e il basso costo di una casa in una zona semicentrale (per questo parametro, secondo i ricercatori de “Il Sole”, occupiamo una delle migliori posizioni dell’intero Paese: l’ottava). Gli altri indici considerati per misurare il tenore di vita (reddito pro-capite, costo della vita, spesa per consumi, ecc.) ci vedono sempre in coda alla lista delle province. Nel campo degli affari, l’Irpinia è la 96esima in Italia. Ad affondarla sono, su tutti, tre parametri: l’alto tasso di disoccupazione (siamo 92esimi); l’elevata incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari (siamo 90esimi) e il bassissimo rapporto tra impieghi e depositi, dove addirittura ci piazziamo sul fondo della classifica.

Nel comparto “servizi, ambiente, salute” il voto risultante dai dati  presi in considerazione ci pone sul 95esimo scalino. Qui ci affossano due parametri: l’esigua percentuale di asili comunali sulla popolazione da 0 a 3 anni (Avellino è 94esima tra tutte le circoscrizioni dello stivale); l’infimo indice di copertura della banda larga (siamo 97esimi). Anche per il tempo libero ci collochiamo oltre il 90esimo posto,mentre sotto l’aspetto dell’ordine pubblico la provincia di Avellino occupa una posizione mediana: è 50esima.

Ma fino a pochi anni fa l’Irpinia, in questo settore, era considerata un’oasi felice giacché tutti gli indicatori spuntavano valori assai contenuti. Ora i ricercatori del quotidiano milanese hanno riscontrato un’impennata dei reati estorsivi (la provincia è 89esima in Italia); sono aumentati i  furti d’auto, le truffe e le frodi informatiche (siamo 71esimi nel Paese). Tra gli indicatori demografici, i risultati migliori li conseguiamo nel rapporto laureati/popolazione giovanile (siamo al nono posto in Italia), in quello dei divorzi e delle separazioni per ogni 10 mila famiglie (occupiamo il 18 scalino). I valori peggiori li spuntiamo a causa del basso tasso di natalità (86esimi in Italia) e per una contenuta immigrazione (87esimi), a conferma, quest’ultimo parametro, che  da noi si fermano pochi stranieri poiché l’Irpinia non offre possibilità di lavoro.

 

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