AVELLINO – Avellino sale 12 scalini nella graduatoria della qualità della vita in Italia. L’anno scorso era al 102esimo posto, nel 2018 si piazza al 90esimo. La classifica è stata redatta da Il Sole-24Ore, il quotidiano economico che da circa un trentennio mette a confronto le province italiane utilizzando ben 42 indicatori, suddivisi in 6 macro-aree: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza e cultura e tempo libero.
Ebbene, dai punteggi finali risulta che la nostra provincia precede tutte le consorelle campane giacché Benevento è al 91esimo posto, Napoli al 94esimo, Salerno al 95esimo e Caserta al 101esimo. È il caso di rimarcare che dalle elaborazioni statistiche effettuate dal quotidiano di Confindustria Avellino realizza in totale 413 punti; ben 172 in meno di Milano (prima in graduatoria: la città meneghina veste la maglia rosa per la prima volta), ma appena 30 punti in più di Vibo Valentia (maglia nera in questa classifica). I migliori risultati la nostra circoscrizione li ottiene nel raggruppamento “giustizia e sicurezza”. Occupiamo il gradino n. 46, mentre le altre province della nostra regione si piazzano al 61esimo posto (Benevento), al 101esimo (Caserta), al 104esimo (Salerno) e 105esimo (Napoli).
La buona performance è dovuta al basso numero di reati connessi all’uso di droghe e al contenuto numero di rapine, scippi e di borseggi. Per furti d’auto ci collochiamo poco sopra la media nazionale. Lo stesso dicasi per indice di litigiosità (ottenuto dal numero di cause civili per 100 mila abitanti). Invece, per durata media dei processi (di contenzioso civile) siamo in coda alla graduatoria. Risultati discreti li spuntiamo anche per ciò che riguarda il capitolo “demografia e società”. Siamo 64esimi in Italia. Meglio di noi, in Campania, hanno fatto Caserta (18esima), Napoli (30esima) e Salerno (50esima); peggio Benevento (72esima).
In questo settore Il Sole ha preso in considerazione alcuni parametri demografici (natalità, tasso di fecondità, mortalità, indice di vecchiaia, saldo migratorio) e il tasso di laureati per ogni mille residenti giovani (gli appartenenti alla classe di popolazione 25-30 anni). Per quest’ultimo indicatore occupiamo la quinta migliore posizione tra le province italiane. Per quelli squisitamente demografici siamo decisamente deficitari a causa dello spopolamento delle nostre aree. Per “ricchezza e consumi” ci piazziamo 72esimi. È il miglior posizionamento tra le circoscrizioni campane in quanto Napoli è all’83esimo posto, Benevento 87esimo, Salerno 92esimo e Caserta 95esimo.
In questo comparto sono due gli elementi che ci fanno salire nella graduatoria ed entrambi connessi all’edilizia residenziale: l’ammontare dei canoni di fitto e il prezzo medio di vendita delle case. Sono, in assoluto, i più bassi d’Italia. Gli altri indicatori ci spingono in fondo alla classifica: per ammontare pro-capite del Pil siano 88esimi, per ammontare dei consumi 94esimi, per spesa per viaggi e turismo 84esimi, per ammontare dei protesti pro-capite 100esimi. Per ammontare dei depositi siamo al 56esimo posto, a conferma che l’Irpinia è ancora terra di formiche e non di cicale. Altre note dolenti riguardano “gli affari e il lavoro” (93° posto), la “cultura e il tempo libero” (99° posto) e l’“ambiente e i servizi” (104° posto).
Ecco, al riguardo, qualche dettaglio. Il rapporto tra impieghi e depositi bancari ci vede al penultimo posto in Italia; il gap retributivo di genere (ossia, la differenza percentuale tra le retribuzioni di uomini e donne) al 99esimo posto. Il tasso di occupazione al 75esimo, quello di disoccupazione giovanile al 70esimo. Buono il risultato per ciò che riguarda l’imprenditorialità: Avellino per numero di imprese ogni 100 abitanti è la 39esima provincia italiana. Per tasso di startup invece scende alla 65esima posizione. In materia ambientale e dei servizi i risultati peggiori riguardano l’home banking (siano terzultimi in Italia), la spesa sociale sostenuta dagli enti locali (l’Irpinia è al 101esimo posto),l’ I city rate (vale a dire la graduatoria tra le città più “ smart” d’Italia) ci vede 95esimi; per rischio idrogeologico (siamo in 89esima posizione); l’indice (di Lega Ambiente) relativo all’ecosistema urbano ci colloca in 78esima posizione). Per “cultura e tempo libero” i risultati migliori li otteniamo dalle statistiche che si riferiscono al numero di sale cinematografiche e a quello delle librerie rapportate agli abitanti (occupiamo, rispettivamente il 56esimo e il 60esimo posto). L’indice di sportività (vale a dire la diffusione delle attività sportive) ci colloca sull’80esimo piolo. Per “spesa al botteghino” per assistere a spettacoli siamo al 91° posto. Ad affossarci, infine, c’è un altro indicatore: la permanenza media dei turisti nelle nostre strutture ricettive. Con meno di due notti per turista (l’indice è pari a 1,8) siamo quartultimi in Italia.
