AVELLINO – L’Istituto centrale di statistica, a poco più d’un anno dalla data del censimento (il 15esimo della storia d’Italia) effettuato il 9 ottobre dell’anno scorso, ha reso noti i dati definitivi sulla popolazione legale dei Comuni italiani. A dare ufficialità a questi dati è l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica, giacché la “popolazione legale” sarà il parametro di riferimento per i prossimi 10 anni là dove per qualunque adempimento dovesse essere tirato in ballo il numero degli abitanti. Come, per fare un esempio, è accaduto nella querelle, provvisoriamente sopita, del capoluogo in caso di accorpamento tra le province di Avellino e Benevento.
Ebbene la popolazione legale della nostra provincia è di 429.157 abitanti. In pratica negli ultimi dieci anni, l’Irpinia è rimasta assolutamente stabile per numero di residenti. Infatti, nel 2001 il censimento contò appena 21 unità in più. Va detto, però, che nel 2001 gli stranieri censiti nella nostra provincia furono pochi. L’ultima rilevazione censuaria, invece, ne ha trovati circa 10 mila. Quindi, se non ci fossero stati gli immigrati la perdita demografica della nostra provincia sarebbe stata ben più corposa.
I primi dati definitivi diffusi dall’Istat rendono nota la popolazione residente per sesso e per classi d’età, distinta tra componente italiana e straniera. I maschi “italiani” in provincia sono 206.043; le femmine 213.740. La componente straniera è formata da 3.448 uomini e 5.926 donne. Quindi il censimento conferma due caratteristiche già note della demografia provinciale. Ci sono più donne che uomini giacché le donne vivono più a lungo; la presenza di donne provenienti d’oltre confine è ben più numerosa di quella dei maschi stranieri in quanto, da noi, l’immigrazione maggiormente assorbita è costituita da badanti e colf più che da lavoratori maschi, i quali, data la debolezza della nostra struttura economica, hanno possibilità più scarse di trovare un’occupazione.
Per quanto concerne le classi di età, anche in Irpinia si nota un accentuato invecchiamento della popolazione. Esso, però, raggiunge valori leggermente sotto la media nazionale. Le persone con più di 65 anni d’età, infatti, sono in provincia più di 80 mila: 46 mila donne e 34 mila maschi. In percentuale costituiscono il 19% circa del totale della popolazione provinciale. Nell’intero Paese, invece, gli ultra 65enni hanno varcato la soglia del 20% (per l’esattezza sono il 20,8). Se, poi, si prendono in esame i dati riguardanti gli abitanti con più di 85 anni (in Irpinia sono quasi 10.500), si vede che essi rappresentano all’incirca il 2,5% della popolazione complessiva. Questa l’aliquota irpina. In tutt’Italia sale al 2,8. Alta la presenza di ultracentenari. Da noi se ne contano 116 (89 donne e 27 uomini), in media quasi uno per Comune. Rapportandoli alla popolazione complessiva, si ha un indice di 2,7 vegliardi per ogni diecimila residenti. La media nazionale è leggermente inferiore: 2,5.




