AVELLINO – Alle tante previsioni economiche per il 2013, tutte concordanti nell’affermare che anche il prossimo anno sarà ancora contraddistinto dal segno meno, si è aggiunta quella di Unioncamere e Prometeia che hanno tracciato gli Scenari di sviluppo delle economie locali.
Il primo dato che emerge è che il Pil al Centro-Nord perderà un ulteriore 0,8% rispetto al magro bilancio dell’anno che sta per chiudersi, ma al Sud il calo sarà pari all’1,7%. Quindi il doppio. In Campania la flessione sfiorerà il 2%. Infatti, nella graduatoria nazionale delle province redatta in base al reddito prodotto, le 5 circoscrizioni della nostra regione sono tutte collocate dall’87esimo posto a scendere. Salerno è la provincia, tra virgolette, più ricca con un reddito procapite di 14.800 euro, Avellino la segue all’88esimo posto con 14.700 euro, Benevento con 14.500 euro è 93esima, Napoli 95esima con 14.300 euro a testa e a chiudere c’è Caserta che con 12.700 euro si piazza al penultimo posto tra le 103 province.
In conclusione il reddito per abitante prodotto nelle diverse aree provinciali della Campania è compreso tra un massimo di 14.800 euro e un minimo di 12.700 euro. Lo scarto tra la prima e l’ultima è di circa 2 mila euro. In media il reddito di ogni campano (14.200 euro.) è inferiore giusto di mille euro a quello delle province del Mezzogiorno. In confronto al reddito medio dell’intero Paese (pari a 22.800 euro) la differenza è di ben 8.200 euro. Lo scarto risulta abissale se il paragone viene fatto rispetto alla provincia in testa alla classifica: Milano che ha un reddito di 34.300 euro a testa. La differenza è di oltre 20 mila euro!
Le previsioni di Unioncamere non lasciano intravedere nulla di buono né sul piano dei consumi né su quello degli investimenti e, soprattutto, sul fronte occupazionale. Le famiglie campane spenderanno quasi l’1,5% in meno del 2012, anno in cui i consumi già sono scesi del 4,2%. Gli investimenti fissi, quelli che dovrebbero dare una spinta allo sviluppo, caleranno di un altro 5,4%. Nel 2012 sono precipitati di oltre 15 punti. Il tasso di disoccupazione balzerà al 19,3%. Il che vuol dire che nella nostra regione una persona su cinque (in età lavorativa) sarà senza lavoro.




