Consumi, più marcato il crollo in Irpinia

Sabato 16 Marzo 2013 11:45 Antonio Carrino
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_consumi.jpgAVELLINO – La gravissima crisi economica che ha colpito il Paese ha causato un vero e proprio crollo dei consumi. In picchiata non soltanto la vendita di beni durevoli,ma anche di generi di prima necessità. In termini reali è stato stimato che i consumi interni in Italia sono diminuiti nel 2012 rispetto all’anno precedente del 2,2%. La flessone sarebbe stata di entità maggiore se le famiglie, per fronteggiare alcune spese indispensabili, non avessero attinto – là dove disponibili – ai risparmi, il cui ammontare, di conseguenza, è in discesa. Il rapporto 2012 sui consumi, redatto dall’Osservatorio Findomestic, attribuisce alla nostra provincia un reddito disponibile pro-capite di 12.227 euro. In Campania – dove ogni abitante raggiunge, in media, un reddito di 12.593 euro – l’Irpinia è penultima tra le 5 province, giacché soltanto Caserta spunta un valore peggiore. Avellino ha un reddito più basso di quasi un terzo rispetto alla media nazionale che si assesta sui 17.747euro a testa. È ovvio, quindi, che la capacità di spesa dei consumatori irpini, come evidenziano i dati in appressi riportati, sia più ridotta.

Quasi tutti gl’indicatori presi in esame da Findomestic (che in questa analisi statistica si è avvalsa della collaborazione di Prometeia, noto istituto di ricerche economiche) presentano il segno meno e, a testimoniare che la crisi vissuta qui è di portata ben più consistente di quella raggiunta nel resto dello stivale, le percentuali negative segnate da noi sono costantemente di entità più corposa. Analizzando i principali comparti del mercato dei beni durevoli, lo studio in esame pone in risalto che in provincia di Avellino  è buio pesto per ciò che concerne il segmento “mobilità”. Le  vendite di automobili nuove sono diminuite del 26,9%, a fronte dell’11% in meno  del totale Italia. La contrazione sfiora addirittura il 30% se dal dato complessivo si scorporano le immatricolazioni riguardanti le auto acquistate dalle famiglie. Anche per le automobili comprate dalle aziende c’è stato un calo nella nostra provincia, ma di misura ben più contenuta (- 9,6%), pur se in chiara controtendenza con l’andamento del resto del Paese dove si è avuto un incremento (+5,3%). La spesa media delle famiglie è precipitata, in questo comparto, dai 533 euro del 2010 ai 383 del 2011, con una variazione percentuale del 28%, ben più marcata di quella toccata in tutt’Italia (-15,%).  Il mercato dell’usato ha,più o meno, mantenuto i livelli precedenti, giacché la spesa per famiglia è passata dai 485 euro dell’anno precedente ai 483 del successivo. Pure  il mercato delle due ruote è in declino. Le vendite di motocicli sono diminuite, da noi,del 28,7%, contro il -17% della media italiana.

Le statistiche riguardanti le vendite di beni per la casa pongono in risalto che per gli elettrodomestici “bianchi e piccoli” (sono tutte quelle apparecchiature elettriche portatili che trovano posto sui piani di lavoro in cucina o nei cassetti: frullatori, tritatutto, ferri da stiro, asciugacapelli, ecc.) le vendite sono diminuite in Irpinia del 7%, contro il 7,3% della media nazionale. La spesa per famiglia è calata da 128 a 118 euro, e resta distante dai 146 euro spesi  mediamente da ogni famiglia italiana. Per gli elettrodomestici “bruni” (cucine,frigoriferi, televisori,ecc), la flessione ha superato,in provincia di Avellino, il 15%, mantenendosi, questa volta, su quote migliori della media dell’intera penisola, dove il crollo dei consumi ha superato il 20%.

La spesa di ogni famiglia però si è fermata in Irpinia sui 95 euro, contro i 137 della media Italia. Anche il comparto mobili ha visto scendere ulteriormente il livello delle vendite. In provincia di Avellino, la perdita è stata stimata intorno al 2%, a fronte dell’1,3% della media italiana. Pure per questo segmento, però, le famiglie mediamente spendono da noi molto meno di quanto accade nelle altre realtà territoriali: 492 euro a famiglia, contro i 622 della media italiana. Franano i consumi finanche nel settore dell’informatica. Si  è venduto  da noi l’8,4% in meno, in linea grosso modo con l’andamento del resto d’Italia (-8,2%).

In conclusione, in provincia di Avellino, in base alle stime dell’Osservatorio Findomestic, la spesa per l’acquisto di beni durevoli è calata nell’ultimo anno di un altro 10%, tre punti in più della media italiana.