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    19/04/2026

Indicatori demografici: l’Irpinia perde in un anno altri 2 mila residenti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_ista.jpgAVELLINO – L’Istat ha pubblicato gli indicatori demografici relativi all’anno 2024. Ne stralciamo qualcuno facendo il confronto tra la media nazionale e quella della nostra provincia. Iniziamo dalla popolazione residente. In tutt’Italia (58 milioni e 934 mila residenti) gli abitanti sono diminuiti, nel 2024 rispetto all’anno precedente, dello 0,6 per mille. In Irpinia (394 mila e 800 residenti) la flessione (2.200 abitanti) è stata di un consistente 5 per mille. Va sottolineato che nell’intero Paese la contrazione è stata irrilevante perché compensata quasi per intero dall’elevato numero di stranieri che hanno ottenutola residenza nei Comuni italiani. In tutta la penisola, su 100 residenti, 9,2 sono arrivati dall’estero. In Irpinia appena 4.

Un altro importante indicatore riguardala fecondità della donna. In tutt’Italia è sceso a 1,18 figli per donna; in provincia di Avellino è precipitato addirittura a 1,09, così che l’Irpinia si colloca tra le ultime 20 circoscrizioni italiane.

Il tasso di natalità, vale a dire il numero di nati in un anno per ogni mille abitanti residenti, è scivolato da noi al 6,1 per mille ed è sotto la media nazionale pari al 6,3. A inizio millennio si avvicinava al 10 per mille. La mortalità nella nostra provincia raggiunge l’11,7 per mille, contro l’11,0 della media italiana.

La “speranza di vita” alla nascita (cioè il numero di anni che restano da vivere a un neonato) in Irpinia è più bassa di quella dell’intero stivale, tanto per gli uomini che per le donne. Nella nostra provincia, infatti, ogni neonato ha dinanzi sé 80,3 anni da vivere, contro gli 81,4 della media italiana; ogni neonata, invece, sale da noi a 84,8 anni, contro gli 85,5 dell’intera penisola.

Un ultimo indicatore ci serve per misurare il movimento migratorio. Gli irpini che hanno cancellato la residenza per trasferirla in altro Comune italiano o estero sono stati, nel 2023, circa 10.500, cioè 25 per ogni mille residenti. In Italia due in più, ossia 27. Anche gli iscritti nelle anagrafi dei Comuni irpini, provenienti da altro Comune italiano o estero, sono stati all’incirca 10.500; quindi l’anno scorso il saldo migratorio totale è stato vicino allo zero (al contrario di quello nazionale, pari a + 4,1 per mille).

Il bilancio demografico irpino, dunque,  anche questa volta chiude in rosso, ma non a causa dell’emorragia emigratoria bensì soprattutto perché il saldo naturale della popolazione (nascite meno decessi) è stato di segno negativo: infatti il numero dei morti (4.649) ha nettamente superato quello dei nati vivi (2.423). Però bisogna rimarcare che all’interno della provincia irpina la situazione cambia a seconda delle zone. Premesso che i paesi irpini con un saldo positivo della crescita naturale si contano sulle dita di una sola mano e sono ubicati tutti nella fascia occidentale della provincia, quelli con un saldo migratorio di segno meno sono una settantina e per buona parte si trovano nella fascia centro-orientale.

 

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