Irpinia e Sannio: cresce il reddito delle famiglie. I dati sul fronte del lavoro

Mercoledì 01 Aprile 2026 09:43 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_tagliacarne_cstudi.jpgAVELLINO – Cresce il reddito disponibile delle famiglie nelle province di Avellino e Benevento, con segnali positivi anche sul fronte del lavoro. È quanto emerge dai dati del Centro studi Tagliacarne che confermano per l’Irpinia ed il Sannio un’evoluzione positiva del reddito disponibile delle famiglie, accompagnata da dinamiche occupazionali e del lavoro dipendente particolarmente rilevanti nel contesto nazionale.

Nel 2024 il reddito disponibile pro capite si attesta a 16.831 euro ad Avellino e 16.055 euro a Benevento, valori ancora inferiori alla media nazionale ma in significativa crescita rispetto al 2021. Nel triennio 2021-2024 il reddito disponibile è cresciuto del +17,2% in provincia di Avellino e del +16,6% in provincia di Benevento, mentre i redditi da lavoro dipendente hanno registrato aumenti ancora più sostenuti (+21,5% e +20,8%).

Particolarmente rilevanti i dati sul fronte del lavoro:

Si tratta di risultati che evidenziano una capacità di reazione significativa dei due territori, in particolare sul versante del lavoro.

Accanto a questi segnali positivi, restano tuttavia elementi di debolezza strutturale. Il posizionamento nelle graduatorie nazionali rimane basso (95ª posizione per Avellino e 100ª per Benevento), a conferma di un divario ancora ampio rispetto alle aree più sviluppate del Paese.

Permane inoltre una quota elevata di contribuenti con redditi bassi: oltre il 30% si colloca nella fascia sotto i 10.000 euro, segnale di una diffusa fragilità economica.

Anche la struttura del reddito presenta aspetti da monitorare: a Benevento il peso del lavoro dipendente sul reddito complessivo resta più contenuto, mentre ad Avellino è più elevato ma accompagnato da una crescita occupazionale meno intensa.

Nel complesso, i dati delineano territori in recupero, con punte di eccellenza sul fronte occupazionale e dei redditi da lavoro, ma che richiedono ulteriori interventi per consolidare la crescita, rafforzare la qualità dell’occupazione e ridurre le disuguaglianze.