AVELLINO – Sono 2.374 le imprese - presenti sul territorio irpino - guidate da stranieri, per tali intendendo quelle il cui titolare sia nato in uno stato estero. La conta l’ha fatta, con riferimento alla fine dell’anno scorso, Unioncamere che insieme a Infocamere gestisce una banca dati (Movimprese) ricavata dal registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio. Considerando che, in totale, le imprese registrate presso l’ente camerale sono in Irpinia poco meno di 44 mila, ne consegue che da noi, per ogni 100, quelle condotte da persone nate all’estero, sono 5,41.
Un’aliquota modesta se paragonata a quella registrata, in media, nell’intero Paese (8,2%), ma in linea con i valori della Campania, assestati a quota 5,32%. Tra le consorelle regionali, Avellino è preceduta per incidenza delle imprese straniere sul totale di quelle operanti sul territorio soltanto da Caserta. In Terra di Lavoro, infatti, l’aliquota delle aziende con un titolare d’oltre confine raggiunge l’8,66; Avellino – come detto – si ferma al 5,41, poi c’è Salerno col 5,27, quindi Napoli col 4,40 e, a chiudere, Benevento col 4,06%. Ma – a nostro parere – occorre rimarcare una circostanza importante che fa salire il dato relativo alla nostra provincia. Esso è influenzato dal vistoso flusso emigratorio degli anni tra il 1950 e il 1970 che causò lo spopolamento delle aree interne dell’Irpinia. In conseguenza di tale emorragia sono migliaia le persone nate all’estero da genitori irpini. Molti di questi figli di emigrati, in anni successivi, sono rientrati nella terra d’origine della loro famiglia. Alcuni hanno intrapreso un’attività economica. Quindi, questi ultimi finiscono col far numero nella statistica delle imprese straniere per il solo fatto di essere nati in Svizzera, Germania, Belgio, ecc., nazioni dove i nostri emigrati avevano stabilito la loro dimora.
In altre province, invece, l’alta aliquota di aziende straniere è data non da immigrati “di ritorno”, bensì da immigrati autentici, provenienti da paesi africani, dell’est europeo, dall’Asia, ecc. Infatti, a scorrere i dati degli stati d’origine dei titolari di aziende estere presenti in Italia, si vede che le comunità più numerose di imprenditori provengono dal Marocco, dalla Romania, dalla Cina, ecc. Buona parte dei ‘vu cumpra’ campani (marocchini, senegalesi, nigeriani,ecc.), per esempio, hanno fissato la residenza in Terra di Lavoro, e ciò giustifica l’elevata percentuale raggiunta dalle imprese estere nel Casertano. A confortare la nostra tesi soccorre anche un’altra statistica di Unioncamere, quella che stralcia dal totale delle imprese estere quelle guidate da nati in paesi extra Ue. Queste ultime sono nella nostra provincia appena 1.744, pari al 3,97% dello stock delle aziende ubicate in territorio irpino. A Caserta, giusto per continuare nel confronto con la consorella campana, sono 6.924 e costituiscono il 7,71% del totale delle imprese. A Prato – capitale dei cinesi in Italia – le imprese extra-Ue incidono per il 22,56% sul totale delle aziende del territorio. Prato è, con tale aliquota, la prima provincia nella graduatoria nazionale; Caserta s’inserisce nel gruppo di testa essendo 21esima; Avellino è in una posizione di coda occupando l’84esimo gradino.
