www.giornalelirpinia.it

    17/10/2026

Camere di commercio verso la chiusura?

E-mail Stampa PDF

La sede della Camera di commercio di AvellinoAVELLINO – È stata celebrata pochi giorni fa la Giornata dell'economia, evento istituito da Unioncamere e Camere di Commercio per tracciare il bilancio socio-economico dell'anno precedente nelle singole province italiane. L'edizione di quest'anno - la dodicesima - si è svolta in un clima particolare, giacché recenti indiscrezioni di stampa danno per certo che nell'elenco degli enti da sopprimere, redatto dal governo Renzi, ci sarebbero anche le istituzioni camerali, la maggior parte delle quali -tra queste Avellino - proprio un paio di anni fa aveva celebrato il secolo e mezzo di vita.

A detta dei sostenitori delle tesi abolizioniste (che annoverano tra le loro file i vertici di alcune associazioni di categoria che da sempre hanno visto le camere di commercio come il fumo negli occhi) questi enti sarebbero diventati inutili. Fino ad alcuni lustri fa, quando la quasi totalità delle attività economiche necessitava di permessi, abilitazioni, licenze, ecc. per essere svolta, la loro presenza aveva un senso in quanto erano i gestori delle funzioni autorizzative. Ora che le “lenzuolate” di liberalizzazioni, a partire da quelle di Bersani, hanno spalancato le porte di accesso a diverse attività, abolendo i suddetti obblighi, al sistema camerale - che talvolta non ha saputo tenere il passo con i tempi - è rimasto ben poco da fare.

Le Camere di commercio hanno però ancora un'importante  funzione: la tenuta del registro delle imprese nel quale ha l'obbligo di iscriversi chiunque intenda svolgere un'attività economica. Ma, pare, che anche questo registro potrebbe essere eliminato, in nome della cosiddetta - ma mai realizzata compiutamente - semplificazione. Il registro delle imprese è l'anagrafe economica, dalla quale si possono appurare tutti gli elementi caratterizzanti un'azienda: i titolari, gli amministratori, i soci, la sede, l'attività svolta, il bilancio ecc. Notizie di particolare (e delicato) interesse, tanto che fino a un decennio fa erano curate addirittura dai tribunali attraverso le cancellerie commerciali. Ora dovrebbero sparire trascinandosi dietro l'istituzione che le gestisce.

Ma è pensabile che un domani non ci debba più essere un ente che dia notizie legali sulle imprese, dalla nascita alla loro morte? È come abolire l'anagrafe delle persone  presso i Comuni. Alle Camere di commercio, dunque, se questa ipotesi dovesse trovare conferma, non resterebbero che attribuzioni marginali, quali, per esempio, le cosiddette attività promozionali, vale a dire funzioni a sostegno delle imprese soprattutto in tema di internazionalizzazione, di innovazione, qualità, sicurezza, e bla bla bla. Attività, tutte queste - affermano quelli che col pollice verso propendono per la scomparsa delle camere - che sono esercitate anche da altri organismi, con dispendio di  tante risorse ed energie. Intanto, il governo Renzi - almeno per il momento - ha preso una decisione. Anziché sopprimere d'un colpo gli enti camerali, li vuole far morire lentamente togliendo loro l'ossigeno. Ha dimezzato l'importo del loro maggiore introito: il diritto annuale dovuto da ogni ditta iscritta nel registro delle imprese (tra parentesi, va detto che gli enti camerali  da diversi decenni ad oggi non gravano sul bilancio statale). Quindi, entrate - ripetiamo - ridotte alla metà. Con tale decisione molti enti camerali - quelli che “vivono” su un numero ridotto di imprese iscritte nel relativo registro - non avranno più neppure i mezzi per pagare i dipendenti. Quindi, altro che attività promozionale. Peraltro già da molti anni alcune Camere hanno vivacchiato grazie all'intervento del fondo di perequazione gestito da Unioncamere con lo scopo di rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale lo svolgimento delle funzioni attribuite dallo Stato agli enti del sistema camerale. In parole povere, le Camere più ricche mantenevano le più povere.

Che cosa accadrà d'ora in poi? Staremo a vedere. Con questi chiari di luna chissà se l'anno prossimo ci sarà un'altra giornata dell'economia! Intanto diamo uno sguardo ai dati  di sintesi presentati per l'Irpinia una settimana fa da Costantino Capone, presidente dell'ente di piazza Duomo. La crisi economica – egli ha detto – è tutt'altro che alle spalle anche se non mancano elementi che lasciano ben sperare. Elementi negativi provengono dal fronte delle esportazioni, calate del 2%; dalla cassa integrazione cresciuta del 40%; dagli impieghi bancari scesi di quasi il 3%, dall'indice di diffusione delle infrastrutture sul territorio provinciale fermo a quota  64, e quindi sotto di 36 punti rispetto alla media nazionale fatta uguale a 100. Le note positive, invece, il rapporto della Camera di commercio le ha riscontrate nel tasso di crescita numerica delle imprese che ha spuntato un +0,30%,  grazie soprattutto all'ingresso nel mondo imprenditoriale di imprese gestite da giovani, vale a dire da under 35. In provincia ne sono state registrate quasi 600.

Il dato positivo più appariscente però è quello della flessione della disoccupazione. I dati divulgati  dalla Camera di commercio  (le relative statistiche sono di fonte Istat) parlano di un calo del tasso  di disoccupazione  dal 15,2 % del 2012 al 13,6% del 2013. È un'ottima performance, di fronte alla quale però alcuni esperti si sono dichiarati scettici. È probabile, affermano, che si tratti di un calo fittizio giacché tantissime persone, visto che è quasi impossibile reperire un posto di lavoro, non si preoccupano più neppure di cercarlo. Sono i cosiddetti “neet”, quelli che non studiano, non seguono corsi di formazione e non lavorano, la cui schiera si è infoltita anche nella nostra provincia. D'altronde il tasso di disoccupazione calcolato dall'Istat appare in contrasto con i dati della stessa banca dati Excelsior gestita dal sistema camerale e dal ministero del welfare; la quale ha diffuso negli ultimi tempi previsioni allarmanti in quanto il tasso di uscita di persone dal mondo del lavoro è stato stimato di entità maggiore di quello delle persone in entrata.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com